XXXI Premio Abbiati: il meglio della musica

Teatro alla Scala protagonista assoluto della XXXI edizione del Premio Abbiati che, con quattro categorie di premi e cinque per numero, brilla nel corso delle premiazioni avvenute al Teatro Donizetti di Bergamo con il supporto del Festival Pianistico Internazionale.

Il premio anche quest'anno ha messo in risalto le eccellenze legate alla musica classica in Italia, dopo l’attento lavoro dei giurati: Carla Moreni, Giancarlo Landini, Angelo Foletto e Alessandro Cammarano.

Il Mosè in Egitto del Rossini Opera Festival si è aggiudicato il titolo di miglior spettacolo, che come ha detto Foletto è stato : “quello in cui tutte le componenti sono di ottimo livello”.

Miglior cantante è risultato il tenore inglese John Graham-Hall, per il suo morte a Venezia di Britten. Hall è oggi uno dei migliori interpreti del teatro di Britten e come hanno affermato dalla giuria : “Ha la capacità di rappresentare con viva capacità le difficili psicologie dei suoi personaggi, al quale presta sia la definizione vocale che quella scenica-attoriale, il tutto con il giusto equilibrio e la giusta sintesi adiacente alle necessità delle moderne rappresentazioni”.

Hall è stato premiato per uno spettacolo che ha fatto delle scene e dei costumi un punto di forza: sobri, essenziali, eleganti, puri e bellissimi, evocativi.

Presente in sala Hall ha ribadito l’emozione e l’onore di ricevere il riconoscimento, così come ha fatto Franco Cella per il Teatro alla Scala e per il Joyce Di Donato per la Donna del Lago, della quale Landini ha messo in luce le qualità tecniche e delle doti vocali : “Joyce Di Donato – ha precisato Landini – ha fatto della voce un vero strumento espressivo, senza venire meno ad una vocalità perfetta”.

Miglior regista è stato lo spagnolo Calixto Bieito per la sua Carmen, allestita a Palermo : “In questo spettacolo – ha spiegato Foletto – uno dei luoghi comuni più efferati della tradizione spagnola è completamente abolita, nel corteo verso la corrida si vedono solo i fans. Bieito ha dunque portato la situazione drammatica all’essenziale, in un’assoluta concentrazione tragica moderna”.

Isabelle Faust si è aggiudicata il titolo di «miglior strumentista, grazie anche alla collaborazione con l’Orchestra Mozart e il Maestro Abbado. Questa è stata uan delle scelte condivise dalla giuria per : “Il modo che Isabelle ha – come detto da Foletto – di suonare che unisce passato, presente e futuro. In lei la forza delle idee passa dallo strumento. Il premio è stato ritirato da Cesare Venturi che ha portato il messaggio dell’artista : “E’ un grande onore, ma merito va anche all’Orchestra Mozart e al maestro Abbado che ci ha uniti in un’energia musicale positiva e comune, che ci ha fatto vivere un sogno meraviglioso”.

Miglior novità assoluta il Quartet di Luca Franceschini, in allestimento a Vienna in questi giorni, commissionato dal Teatro alla Scala.

Miglior Direttore d’Orchesta è stato Daniel Harding per il duo Pagliacci – Cavalleria Rusticana al Teatro alla Scala che con la sua conduzione ha riscoperto lati cameristici e d’orchestrazione di queste opere. Attraverso Paolo Besana, Orchestra Filarmonica Teatro alla Scala, Harding da Stoccolma ha portato il suo messaggio : “Sono impegnato con le prove dell’Orchestra della Radio Svedese e mi piace ricordare che con loro sono stato positivamente al Festival Pianistico nel 2010. Per me questo premio è stato una sorpresa perché non è facile avere riconoscimenti per il duo Pagliacci – Cavalleria Rusticana e accettarne la conduzione è stato un vero azzardo, ma il merito va anche alla Scala per averci creduto. Tra poco sarà inoltre nuovamente in tourneè con la Filarmonica del Teatro alla Scala e questo dimostra la sintonia che ormai tra noi si è fatta storia e che viene suggellata anche da questo premio”.

Tra le iniziative sono state premiate le «Settimane musicali al Teatro Olimpico» di Vicenza, che ha saputo innovare e trovare nuove idee anche nel repertorio di tradizione.

Premio anche per i Donatori di musica, nati da un’idea di a Gian Andrea Lodovici nel 2009, per portare nelle corsie dei reparti oncologici musicisti di valore, diversi dei quali noti anche a Bergamo, dove sono attesi prossimamente, come i pianisti Benedetto Lupo, Andrea Lucchesini, Mariangela Vacatello e lo stesso Carlo Guaitoli, da poco al Festival pianistico 2012 : “Abbiamo visitato 10 oncologie – spiega Lodovici – e abbiamo eseguito 200 concerti. Questo è n premio che va anche agli 8.000 pigiami rimasti nei cassetti durante i concerti: i pazienti infatti grazie alla muscia hanno avuto voglia di reagire e godersi un momento di bellezza, accantonando pensieri e malattia. Per i musicisti è stata un’emozione altrettanto grande ed è scattato il magico effetto della circolarità del dono”.

Premio Siebaneck alla fondazione Pergolesi-Spontini di Iesi, diretta da Gianni Tangucci, per L’integrale di Pergolesi che ha saputo completare l'operazione nonostante i pesanti tagli investendo su tanti giovani italiani.

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