Mischa Maisky a Brescia il Premio Arturo Benedetti Michelangeli

Grande chiusura per il Festival Pianistico Internazionale con il concerto della stella del violoncello Mischa Maisky, la scorsa settimana sia al Teatro Grande di Brescia che al Teatro Donizetti di Bergamo.

Maisky è stato accompagnato dalla figlia Lily al pianoforte in un programma dove Brahms è stato il protagonista della prima parte, tra i brani anche la Sonata in minore op.38, e dove nella seconda si è dedicato alla musica spagnola con pezzi di Granados, Sarasate, Albéniz, Cassadó, de Falla.

Nel corso della serata bresciana Mischa Maisky ha ricevuto  il Premio “Arturo Benedetti Michelangeli”, voluto dalla Fondazione CAB e giunto alla XII edizione.

Questa la motivazione del premio a Maisky:

Violoncellista di eccezionale talento, erede degli insegnamenti di Mstislav Rostropovich e di Gregor Piatigorsky, Mischa Maisky imprime il sigillo della sua forte personalità all’interpretazione dei principali autori classici, da Bach al Novecento. Temperamento anticonformista anche nel modo di presentarsi sul palcoscenico, Maisky trasforma i suoi concerti in esperienze esaltanti attraverso la purezza del cantabile, l’energia di un Presto, le mille sfumature di un Adagio.


Nato in Lettonia, cresciuto in Russia, vissuto in Israele, Maisky si sente a pieno titolo cittadino del mondo. La sua arte è sovranazionale come il suo stesso strumento: un violoncello Montagnana costruito nell’Italia del Settecento ma montato con corde austro-tedesche e suonato con archi francesi. In lui si ammira un grande ambasciatore della musica, applaudito in ogni luogo, emozionante per il pubblico d’ogni età.

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