Letture amene sotto il berceau 2012 dedicato a Caproni

Giorgio Caproni, è stato il protagonista del primo incontro della rassegna letteraria Letture amene sotto il berceau 2012.

L’omaggio a Caproni, ha visto anche la presenza del figlio Attilio Mauro che ha regalato particolari di vita inediti legati anche al rapporto con altri scrittori : “Ricordo – ha esordito – i rapporti con la famiglia Bertolucci e con Bernardo mio compagno di banco, l’imbarazzo condiviso per essere adolescenti figli di grandi poeti, e poi ancora i momenti passati con Pasolini e quelli con Gadda che abitava vicino a noi”.

Niva Lorenzini - Professore ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università di Bologna –attraverso una selezioni di liriche tratte dalle raccolte del grande poeta ha messo a fuoco i temi centrali e i topoi letterari delle sue liriche, così come la pulizia e la scarnificazione fino all’essenziale della lingua : “E’ un poeta che ha bisogno di lunghi silenzi, ma anche di famiglia, ce lo hanno dimostrato i racconti di Attilio Mauro, e attorno al problema di cosa sia una famiglia per il poeta Carponi s’interroga Caproni – ha spiegato – e poi ancora…scrive in versi compiendo una scelta verso un mezzo espressivo che non si affida a progetti e proclami. In lui vi è una sorta di “sliricizzazione”: guarda le cose come stanno, nella loro nudità, con un linguaggio che riprende la poetica del ‘300 siciliano, quella delle origini dove trovare la crudezza della parola. La sua è una poesia di cose. Caproni infatti si è formato studiando musica e il valore, la consapevolezza, del ritmo compositivo è chiaro in lui fin dall’inizio nella scansione della parola nelle sue lliriche”.

Nell’evidenziare i topoi letteari di Caproni, Lorenzini ha posto l’attenzione del pubblico attorno alle numerose presenze dell’alba, del bar, avvolti sempre da una tensione che interroga la parola, in una poesia che si porge e vuole rappresentare.

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