Laura Bosio e Roberto Barbolini

Laura Bosio e Roberto Barbolini, insieme ad un pubblico vitale e numeroso, sono stati i protagonisti del quarto incontro della rassegna Letture amene sotto il berceau.



Laura Bosio ha presentato Le notti di luna e Roberto Barbolini Ricette di famiglia.

Bosio ha dialogato con i lettori attorno al suo romanzo nel quale la storia dell’infanzia di una bambina è raccontata con le parole e l'energia di quel tempo della vita; con spirito puntiglioso e impertinente eppure dalla forte componente immaginativa.

Nell’opera di Barbolini tutto comincia con un taccuino, 182 fogli a quadretti più alcuni sparsi, dove una calligrafia un po' infantile, da maestra, ha annotato le ricette del repertorio di famiglia. Ricette di famiglia è anche una girandola di personaggi indimenticabili che l’autore presenterà al pubblico bergamasco.

I due testi hanno diversi aspetti in comune dall’ambientazione negli anni ’60, alle molte figure di donne che si richiamano, dagli scorci dove la bicicletta è protagonista, alle passioni ciclistiche, al richiamo ai sensi : “Il romanzo di Laura Bosio – spiega Mimma Forlani curatrice della rassegna – è un romanzo fortemente visivo, mentre in quello di Barbolini ad accendersi son il gusto e l’olfatto richiamati dalla cucina”.

“In effetti- esordisce con piglio ironico Barbolini – il mio è un romanzo che stra il passato e i passatelli, tra gli affetti e gli affettati, che va a sollecitare la nostra memoria gastrica … quella più profonda. Però non è un libro dal color di nostalgia. Piuttosto è mosso da una memoria attiva. Sono partito dal ricettario che mia madre ha custodito gelosamente e che ha donato a mia figlia, poi il romanzo si è sviluppato secondo pieghe proprie dove vi sono anche storie non legate alla cucina, ma molto molto emiliane”.

Laura Bosio interviene sul tema della nostalgia : “Ad una certa età si fanno sempre viaggi all’indietro, ma servono per ripartire e questo è diverso dalla nostalgia. Il mio libro torna all’infanzia, quell’età geniale in cui tutto è meraviglia e allo stesso tempo tutto spaventa, in cui si subisce il fascino di figure mitologiche grandi 8anch e fisicamente) come i genitori, l’età in cui nulla è indifferente. Siamo nel ’63-’64 quell’età che forse è stata l’infanzia anche della nostra società”.