sabato 11 febbraio 2012

A Venezia un 2012 tra arte e bellezza

Sono state presentate ieri le molteplici iniziative che ancora una volta renderanno strepitosa Venezia. Per tutto il 20121 infatti la città lagunare proporrà un denso programma culturale della attraverso le iniziative della Fondazione Musei Civici di Venezia.

Le iniziative targate 2012 sono il primo passo di una programmazione triennale di altissimo livello, rivolta a dare sempre un’ottica di “internazionalità” alla Fondazione stessa: “Sono inoltre –comunica il Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia Walter Hartsarich  -  allo studio le programmazioni 2013/2014, che saranno ancor più significative e rilevanti e che vedranno tra l’altro anche la “rinascita” di due Musei importantissimi per la nostra città, il Museo Correr e Ca’ Pesaro, che potranno recuperare o riacquisire una loro immagine, anche a livello internazionale".

Per il ricchissimo programma che comprende mostre ede eventi presso Museo Correr, Palazzo Ducale, Ca’ Rezzonico Museo del Settecento veneziano, Museo di Palazzo Mocenigo, Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’arte moderna, Palazzo Fortuny e moltissimi altri luoghi della città e della laguna è possibile consultare il sito http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/151

Stesso sito anche per conoscere le mostre aperte durante il periodo di Carnevale.

Tra gli eventi si distinguono la mostra Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione dal 24 Marzo all’8 Luglio 2012 Museo Correr

Ad un secolo dalla sua clamorosa partecipazione alla Biennale di Venezia (1910), Gustav Klimt torna in laguna come protagonista di una straordinaria esposizione, che si terrà nelle sale del Museo Correr. Felice occasione per festeggiare il 150° dalla sua nascita (1862-2012), l’esposizione è frutto di una coproduzione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Museo Belvedere di Vienna. La curatela scientifica è di Alfred Weidinger, uno dei massimi esperti dell’artista austriaco. Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione, questo il titolo della rassegna veneziana, presenterà grazie ad un ciclo eccezionale di dipinti, a rari e preziosi disegni, mobili e raffinati gioielli, ma anche elaborate ricostruzioni e interessanti documenti storici, la genesi e l’evoluzione, in ambito architettonico e pittorico, dell’opera di Klimt e di quanti con lui diedero vita alla Secessione viennese, istanza di quel modernismo europeo che ebbe tra i suoi protagonisti di spicco personaggi come George Minne, Jan Toorop, Fernand Khnopff, Koloman Moser, e soprattutto l’amico di tante avventure intellettuali e progettuali, Josef Hoffmann. Proprio la collaborazione con Josef Hoffmann, architetto e interior designer, che Klimt conosce mentre a Vienna stavano sbocciando i primi germogli della Sacra Primavera, sarà uno dei temi centrali della rassegna, che vuole mostrare come in breve tempo questi due straordinari personaggi, l’artista e l’architetto, fossero capaci di condividere incarichi, clienti, amici ma soprattutto la spasmodica tensione verso il Gesamtkunstwerk, l’opera d’arte totale, che nel Fregio di Beethoven (1901-1902) e nelle decorazioni di Palazzo Stoclet a Bruxelles, progetti entrambi presenti nella mostra veneziana, ha trovato uno dei punti piu alti della sua utopica realizzazione. La mostra racconta quindi la fertile liaison di questi Pionieri del Moderno, per i quali architettura, pittura e arti applicate si mescolarono fino a diventare arti tra loro inscindibili.

www.correr.visitmuve.it        www.visitmuve.it       www.mostraklimtvenezia.it

Francesco Guardi 28 Settembre 2012 6 Gennaio 2013 Museo Correr Nel terzo centenario dalla nascita di Francesco Guardi, l’ultimo grande vedutista settecentesco, la mostra monografica promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia ha come finalità la messa in luce della sua complessa produzione artistica, dalle meno note opere giovanili di figura fino alle “scene d’interno” nel gusto di Pietro Longhi, per concludersi con le splendide vedute di Venezia e i fantastici capricci, risalenti agli anni della maturità e della vecchiaia. L’esposizione presentata al Museo Correr testimonierà con una ricchezza di prestiti mai prima d’ora giunti a Venezia, le diverse fasi in cui si articola tutta l’attività di Francesco Guardi. La formazione di Francesco Guardi, come è noto, avviene all’interno di una modesta bottega a conduzione familiare, dove tutti sono pittori, dal padre Domenico ai fratelli Nicolò e Antonio. Nessuno sarà in grado di raggiungere in vita, se non il successo, almeno una certa agiatezza. Dopo la morte nel 1793, su Francesco Guardi cade l’oblio. La sua riscoperta è merito della critica del Novecento, e ha trovato il suo momento decisivo nella bella mostra curata da Pietro Zampetti, tenuta a Palazzo Grassi nel 1965. La prima parte dell’esposizione sarà incentrata sulla produzione di opere di figura, in particolare quelle scene di vita contemporanea ispirate alla pittura di costume in cui allora primeggiava Pietro Longhi. Nel percorso espositivo si potranno ammirare di questo suo momento due capolavori: il Ridotto e il Parlatorio delle monache di San Zaccaria, ora a Ca’ Rezzonico. Poco dopo Francesco dà inizio a quella produzione di vedute, capricci e paesaggi di fantasia che sono alla base della sua fama e che costituiranno la seconda sezione dell’esposizione. Non è nota con certezza la data d’inizio del suo lavoro di vedutista, forse attorno al 1755, quando il pittore ha ormai più di quarant’anni e alle spalle la non esaltante carriera di figurista. Le prime opere ricalcano le composizioni di Canaletto e Marieschi, la stesura pittorica è fluida e controllata, ancora lontana da quella frizzante e stenografica che lo renderà celebre. La sua vena singolare emerge tuttavia già in alcune di queste opere del primo periodo come nella Piazza San Marco della National Gallery di Londra dove le figure, costruite con spumeggianti impasti di colore, rivelano un timbro cromatico vivacissimo. Il suo momento più fortunato si colloca tra il settimo e l’ottavo decennio: nel 1764 riceve la commissione di due grandi vedute di Piazza San Marco, eseguite per un “forestiero inglese”. Di poco successive le dodici tele delle Feste dogali desunte da modelli di Canaletto incisi da Giambattista Brustolon. Dalle stampe Francesco deriva le sue pitture, oggi al Louvre: il risultato è davvero sorprendente e rivela la forza trasfiguratrice e fantastica del pittore.

Un evento particolarmente felice arricchirà nel corso del 2012 il percorso di vista del Correr: grazie alla fattiva collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna e i Comitati francesi per la salvaguardia di Venezia entro l’estate-autunno di quest’anno giungerà infatti a conclusione la prima tranche (8 sale) dei lavori di recupero degli Appartamenti reali, le sale ove, tra i monarchi di tre dominazioni, soggiornò la celebre coppia imperiale asburgica Francesco Giuseppe ed Elisabetta (Sissi) d’Austria. Si tratta di una complessa opera di restauro delle superfici decorate e di recupero e restauro degli arredi originali, al fine di ricostituire il percorso assolutamente inedito e inaspettato che, integrandosi a quello fronte-piazza del Museo, a fine opera si snoderà lungo il fronte posteriore, affacciandosi ai Giardini reali e al Bacino di San Marco; una affascinante passeggiata accompagnata dal trascorrere dello stile e del gusto, dal Neoclassico all’Eclettismo, attraverso lo Storicismo romantico. Il museo intitolato a Teodoro Correr – il patrizio veneziano che nel 1830 legò alla città la sua eccezionale collezione d’arte e memorie venete – è con il Palazzo Ducale il fulcro del sistema dei Musei che si affaccia su Piazza San Marco. È ospitato nel complesso di edifici contigui - l’Ala Napoleonica e le Procuratie nuove - che nell’Ottocento fu il Palazzo Reale, prima napoleonico, poi asburgico e infine sabaudo: un fascinoso percorso nella storia e nell’arte che, in un contesto ambientale certamente ineguagliabile, si svolgenlungo due interi lati di Piazza San Marco, unendo senza soluzione di continuità il Museo Correr, il Museo Archeologico Nazionale e le Sale sansoviniane della Biblioteca Marciana. Proprio per la sua “centralità” - ideale, funzionale e urbanistica – nell’immediato futuro il Museo Correr è chiamato a riconfermare con forza un ruolo essenziale di riferimento culturale per Venezia.

Nei suoi straordinari spazi architettonici, col valore delle proprie collezioni d’arte e storia, con l’alto livello dei suoi dipartimenti scientifici (Biblioteca, Archivio, Gabinetto stampe e disegni, Gabinetto numismatico, Archivio fotografico) il Museo Correr continuerà a svolgere il proprio compito di primario istituto di conservazione, studio, promozione e attualizzazione della Civiltà Veneziana, per la Città e suoi ospiti, nei contesti culturali nazionale e internazionale che a Venezia competono.

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