La storia si fa multimediale: il Cinquecento interattivo a Bergamo nelPalazzo del Podestà


Il 28 gennaio 2012 apre a Bergamo Alta, nel restaurato Palazzo del Podestà, il Museo storico dell’età veneta – Il Cinquecento interattivo. Apertura speciale gratuita per il pubblico, con la “notte bianca del Palazzo del Podestà”, dalle 16.30 alle 02.00

Il nuovo Museo storico dell’età veneta aprirà le sale della sezione dedicata al Cinquecento interattivo in Piazza Vecchia, nel Palazzo del Podestà comunale (XII secolo), al tempo di Venezia centro di amministrazione della giustizia, che al termine di un impegnativo restauro viene restituito ai cittadini.


“Sarà un'esperienza sensoriale e multimediale, un nuovo modo di raccontare la storia al grande pubblico – spiega Maria Mencaroni Zoppetti, presidente dell’Ateneo di Scienze Lettere ed Arti di Bergamo, vice presidente della Fondazione Bergamo nella Storia e curatrice dell’esposizione – L’intento è quello di fare sentire il visitatore partecipe di un processo storico che ci ha segnato e costruito. Tutto è nato molti anni fa da un’idea condivisa con Mauro Gelfi, allora direttore del museo Storico di Bergamo, che ci portò a pensare di comunicare la storia in un modo diverso con l’ausilio delle nuove tecnologie. Una prima prova, riuscita, la registrammo per la mostra Incanto di Tessuti : lì capimmo che la strada che stavamo cercando si sarebbe potuta trovare davvero”.

Il recupero del Palazzo del Podestà e l’allestimento del nuovo Museo evolve da un’idea nata nel 1997 e che in questi anni ha visto l’impegno e la ricerca di molti esperti:
“Tra questi devo ricordare Laura Bruni Colombi, Roberta Frigeni, Nazzarina Invernizzi Acerbis, Monica Resmini che si sono occupate della ricerca scientifica.
L’allestimento punta ad un coinvolgimento del visitatore, non obbliga ad essere guidati, offre schede di approfondimento e un contatto diretto con l’Ateneo per spiegazioni e richieste bibliografiche. È un percorso che consente una lettura a più livelli e punta al divertimento culturale, garantito dalla ricerca scientifica. Abbiamo fatto un gran lavoro, forse sarebbe potuto essere diverso, ma questa avventura ha avuto un esito positivo ora spetta ai visitatori mettersi in gioco”.

Il nuovo museo mescola conoscenza e gioco, intelletto ed emozioni, ridestando nel visitatore con immagini e suoni il senso del meraviglioso: le testimonianze del passato – dipinti, manoscritti, mappe e documenti, selezionati con rigore scientifico – prendono vita e si fanno narrazione sensoriale e multimediale proponendoci l’immagine di una società attiva e partecipe della grande storia, in luoghi che ancora possiamo riconoscere intorno a noi. Conoscenze sin qui riservate ai soli specialisti sono messe a disposizione di tutti, avvicinando il grande pubblico alla ricchezza del passato. Il progetto di allestimento dello studio N!03 di Milano – specialista nella produzione multimediale e nella realizzazione di scenari interattivi – in collaborazione con Alessandro Bettonagli Architecture Entertainment è integrato da schede di approfondimento, tablet, QRCode, che consentono a ogni visitatore di personalizzare il suo percorso.

La modernità dialoga con gli antichi spazi del Palazzo del Podestà proponendo al visitatore un viaggio lungo tutto il Cinquecento, secolo cruciale per la storia dell’Europa e del mondo. In questo contesto s’inserisce la storia della Bergamo veneziana, confine ed estremo presidio occidentale di quella Serenissima che siamo abituati ad associare all’Oriente.
“Il recupero del Palazzo – spiega il Sindaco di Bergamo Franco Tentorio – rappresenta un grande momento culturale che andrà ad affiancarsi nel 2013 alla riapertura dell’Accademia Carrara. Questo è stato un progetto lungo, che ha attraversato più amministrazioni, ma tute le cose importanti necessitano di tempo e investimenti. Ora la città tornerà in possesso di un suo gioiello e il grazie va a tutti coloro che negli anni hanno lavorato al progetto”.

Passando attraverso le sette sale interattive si viaggia da Venezia a Bergamo insieme a nunzi, rettori, mercanti, corrieri di posta, vagabondi, sino a giungere fin dentro la città “posta supra monte mirabellissima”, tra borghi e vicinie, dentro palazzi e conventi, con i loro uomini e le loro storie.

Questo paesaggio sarà poi profondamente trasformato dalla costruzione delle mura veneziane e appunto la città “ridotta in fortezza” si presenta al visitatore attraverso la mappa della Bergamo seicentesca di Stefano Scolari, per poi schiudergli le porte di due tra i molti suoi luoghi di commercio: la bottega dello speziale (“aromatario”) e quella del libraio (“bibliopola”), come sempre ricreate in forme interattive.

Il percorso si chiude sul grande Prato di S. Alessandro, nella città bassa, dove vanno in scena le voci e i suoni del gran mercato della fiera.
“È un momento di ottimismo ed orgoglio – spiega Claudia Sartirani Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo – e che va contestualizzato in un progetto più ampio: quello della candidatura di Bergamo a capitale europea della cultura nel 2019. Bergamo è un gioiello che deve portare la sua luce anche a chi ancora non la conosce”.

Oltre all’età veneta, anche altre epoche storiche raccontano la loro storia nel Palazzo del Podestà. Entrando nel museo si attraversano infatti importanti scavi archeologici che per l’occasione saranno anch’essi aperti al pubblico per la prima volta.

Un decennio di indagini in profondità (sino a m. 2,50), dirette dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, ha riportato alla luce numerose testimonianze che attestano il continuo riutilizzo in epoche e forme sempre diverse dei luoghi più famosi della città: all’impianto protourbano di epoca protostorica (VI-V sec. a.C.) segue un complesso di botteghe nell’area del foro di epoca romana tardo repubblicana e imperiale, sino ai livelli di abbandono tardo antichi e alle fasi altomedioevali e medioevali. E questo viaggio nel tempo continua nella città circostante, dove tutto parla del passato creando un suggestivo teatro della storia.
La Fondazione Bergamo nella storia, con questa innovativa offerta culturale, si conferma nel suo ruolo di laboratorio della storia della città di Bergamo e in un momento difficile ribadisce la fiducia nella cultura e nella sua capacità di rafforzare identità, coesione, sviluppo del territorio.

 www.bergamoestoria.it




Museo storico dell’età veneta – Il Cinquecento interattivo

Bergamo Alta – Piazza Vecchia

Inaugurazione:

  sabato 28 gennaio 2012, con apertura speciale gratuita dalle ore 16.30 alle ore 02.00 

Orari:   Invernale (da ottobre a maggio) > mar – dom 9.30-13 e 14-30-18 (chiuso lunedì)

Estivo (da giugno a settembre) > mar – ven 9.30-13 e 14-30-18, sab e festivi 9.30-19 (chiuso lunedì)



Ingresso:

- Museo storico dell'età veneta - il ‘500 interattivo 5 €

- Bergamo nella storia pass (valido per l'ingresso a Museo storico dell'età veneta - il ‘500 interattivo, Campanone, Rocca – Museo storico sezione Ottocento, Museo donizettiano,) 7€

- Gratuito per studenti fino a 18 anni, disabili e soci ICOM

Info: tel 035.277116 / 035. 226332 > info@bergamoestoria.it Sito internet: www.bergamoestoria.it

IL PERCORSO DEL MUSEO
Il Museo propone di compiere un viaggio lungo il Cinquecento, secolo cruciale per la storia del mondo, d’Europa, di Venezia e di Bergamo, legata alla Serenissima dal 1428 al 1797.

Sala I - “Questo mondo si può dir nuovo”

La prima sala conduce il visitatore dal simbolico mondo medievale, tra creature mostruose e personaggi misteriosi, alla percezione del Nuovo: una grafica animata su carte geografiche rinascimentali accompagna un racconto intessuto dalle voci di uomini del 500 che guidano alla comprensione di quelle dinamiche socio-politico-economiche che hanno come teatro un mondo globalizzato di cui fa parte non solo Venezia, con i suoi commerci in Oriente e la sua politica di alleanze, ma anche il suo Dominio di Terraferma, protetto a Occidente da una città di confine, Bergamo.

Sala II - “Volendo andar da Venezia a Bergamo”

Per raggiungere Bergamo, il visitatore ripercorre il lungo itinerario di nunzi, rettori, mercanti, corrieri di posta, vagabondi che si incamminavano da Venezia, rivivendo attraverso proiezioni il medesimo paesaggio naturale, i nuclei abitativi e le città dell’epoca, e insieme incontrando le difficoltà e i pericoli in cui i viaggiatori potevano incorrere.

Sala III e IV - “Città supra monte mirabellissima, ridotta in fortezze”

Il viaggio da Venezia accompagna fin dentro la città posta supra monte mirabellissima, percorrendo le vie di una Bergamo non ancora alterata dalla costruzione delle mura veneziane, addentrandosi tra borghi e vicinie, palazzi e conventi, con i loro uomini e le loro storie. La costruzione delle mura veneziane stravolge questo scenario: nella quarta sala animazioni grafiche sulla mappa della Bergamo seicentesca di Stefano Scolari restituiscono la fisionomia della città con le muove mura e consentono di localizzare i luoghi legati alla vita politica e a quella economica.

Sala V e VI - “si trafficano pepe, gengevo, binzuì, acqua rosa, riobarbaro…” “Gemono i torchi dello stampatore…”

Bergamo è una città viva di commerci, affollata di botteghe d’ogni tipo. Nelle due sale successive, il visitatore sarà accompagnato da un “aromatario” e da un “bibliopola”: le loro merci, spezie e libri, contraddistinguono il secolo e guidano ad un avvicinamento insieme alla vita quotidiana e alla temperie culturale della società dell’epoca.

Sala VII - “La Fiera più grande che ebbi a vedere

Il percorso si chiude sul grande Prato di S. Alessandro, nella città bassa, solcato dalle rogge, dove ci si presenta il gran mercato della fiera, nella rielaborazione di una mappa settecentesca: tra voci e suoni si animano le “trasande” dei commercianti che, provenienti da tutta Europa, raggiungevano la nostra città in occasione della festa del patrono Sant’Alessandro. Dettagli tratti dalla ricca iconografia di pittori bergamaschi ci parlano delle merci comprate e vendute in fiera, e dei loro utilizzi.