giovedì 1 dicembre 2011

Suggestiva Madama Butterfly

La forma di un abito, il disegno di una forma, la precisione di un gesto, l’attenzione al particolare che costruisce un insieme ricco e complesso: è la Madama Butterfly messa in scena da Massimo Pezzutti come quarto titolo operistico del Bergamo Musica Festival 2011.

Per lo spettacolo, andato in scena il 25 e 27 novembre, il regista ha scelto un allestimento tradizionale che ha fatto della filologia uno dei punti cardine. Pezzutti ha lavorato per sottrazione  scegliendo un allestimento di lineare eleganza con pezzi originali comprati direttamente in Giappone.

Anche i costumi si sono attenuti alla tradizione giapponese, così come tutta l’attrezzeria di scena: dai ventagli (divisi per colori e decorazioni a seconda che siano maschili o femminili) ai chimoni (tutti dipinti a mano). Particolare attenzione è stata riservata agli abiti della protagonista che, cambiando colori, hanno esaltato il mutare del suo stato d’animo. Butterfly ha indossato sempre un soprachimono che nel primo atto (quello della speranza) aveva colori brillanti, mentre nel secondo (quello della solitudine e dell’abbandono) è stato sostituito con uno identico ma dalle cromie opache: le stesse con le quali morirà ormai spenta nell'anima.

Un insieme di elementi che ha creato suggestione e che si è reso funzionale al dramma della dolorosa vicenda di Butterfly: sedotta dal giovane e immaturo americano Pinkerton, poi ingannata, quindi abbandonata e infine privata persino del figlio.

Un dramma intenso e reso con efficacia sia dalla regia che dagli interpreti: su tutti la bravissima soprano Donata D’Annunzio Lombardi cristallina nell’uso della voce, efficace ed intensa nella recitazione.

Ottima anche la prova di Annunziata Vestri come Suzuki e del coro del Bergamo Musica Festival diretto da Fabio Tartari.

Entusiasta e commossa la reazione del pubblico che, come sottolinea il regista, si è davvero immedesimato perchè :  "Tutti siamo stati, almeno una volta nella vita dei Pinkerton o delle Cio-Cio-San, abbiamo inflitto un abbandono o lo abbiamo subito. Il pubblico ha capito che questo è il punto fondamentale della vicenda che la  rende viva, attuale, straziante, capace di sollecitare le nostre più profonde emozioni".

Prossimo appuntamento con il Bergamo Musica Festival con il balletto La Cenerentola da Rossini con coreografie di Giorgio Madia.

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