Spregiudicata è la Mandragola di Ugo Chiti al Donizetti


È una figura tesa e nervosa, femminile ed esoterica quella che la compagnia di Ugo Chiti sceglie per incarnare il Prologo de La Mandragola di Macchiavelli, sapientemente portata sul palcoscenico il 2 dicembre per l’apertura degli Altri Percorsi della Stagione di Prosa 2011-2012 del Teatro Donizetti di Bergamo.

Questa figura, che ricorda per sinuosità e acconciatura quelle celebri del rinascimento ferrarese, è protagonista fin dalla prima battuta presentandoci i protagonisti dell’intreccio con un dinamico gioco di gesti amplificato da bastoni.

La trama si svolge raccondoci la beffa, a sfondo sessuale, organizzata ai danni di messer Nicia, ansioso di diventare padre, da Callimaco e dall’astuto amico Ligurio.

L’opera di Machiavelli, considerata il capolavoro del teatro del ’500, è efficacemente resa dalla Compagnia Arca Azzurra Teatro che ne esalta la potente satira sulla corruttibilità della società italiana dell'epoca. Niente di spregiudicato, razionale, umano va trascurato per ottennere il soddisfacimento di un desiderio, applicare una strategia, ottenere una vittoria.

Tutto si svolge entro una geometrica scenografia costruita con le forme essenziali tanto amate dal Rinascimento italiano.

I costumi ricordano quelli, anche orientaleggianti, di alcuni personaggi Piero della Francesca (La flagellazione) o di forme toscane come Masaccio e Filippino Lippi.

Tutto si conclude entro una ricomposizione apparente dell’equilibrio famigliare di messer Nicia schierando i personaggi a semicerchio sotto un uovo: ancora una volta chiaro rimando all’epoca rinascimentale.