La vita coll’infamia a te, donna infedel!


La vita coll’infamia a te, donna infedel!

Maria cade a terra, mani giunte e guardando il cielo.

Sono queste le parole del librettista Salvatore Cammarano e di Gaetano Donizetti poste a chiudere la drammatica vicenda di Maria di Rohan, andata in scena il 7 e 9 ottobre come secondo spettacolo del Bergamo Musica Festival 2011.

Parole che pongono fine ad una vicenda di odio, amore, tradimenti, destino beffardo entro il quadro della Francia di Luigi XIII. Una storia che trascina Maria di Rohan, il conte Chalais e il Marchese Chevreuse verso la perdita della vita, del prestigio sociale, della serenità.

Un gorgo di dolore ingestibile e ineluttabile che il regista Roberto Recchia, con l’aiuto dello scenografo Angelo Sala dal Teatro alla Scala di Milano, ha restituito sul palcoscenico con una serie di accorgimenti innovativi ed interessanti.


Un materiale sperimentale come il plexiglass trasparente-ghiaccio è stato dipinto ad imitare un turbinio di acqua e luce, una grande buca che si approfondiva dopo ogni atto era posta al centro del palcoscenico e alle spalle dei personaggi una cornice inquadrava i luoghi della vicenda: il Palazzo de Louvre, il Palazzo di Chalais e quello di Chevreuse con gli elementi artistici ed architettonici che ad ogni passaggio si piegavano sotto al peso del destino e s’inclinavano sempre più sulla scena.

Quella scelta da Recchia è stata una contestualizzazione sintetica, ma dai riferimenti chiari agli anni venti del ‘600 entro i quali sono collocati i fatti.

La cronologia si è inoltre avvalsa di rigorosi e filologici costumi seicenteschi che, facendo riferimento a modellini d’epoca e ritratti, hanno saputo affascinare il pubblico anche per l’estema qualità della resa.

Ottimo il lavoro svolto per le luci da Claudio Schimd che ha fatto prendere corpo e movimento alla scena.

Da segnalare tra le voci quella del Conte di Chevreuse – Marco di Felice potente e ben accompagnata da presenza scenica; più in difficoltà nel I atto (dello spettacolo del giorno 7 ottobre)  la soprano Majella Cullagh (Maria di Rohan) e il tenore Salvatore Cordella (Chalais) che hanno saputo riprendersi con grinta nel II e III atto.

Da segnalare alal direzione d’orchesta Gregory Kunde il celebre cantante che in Gemma di Vergy (trionfale spettacolo d’esordio del BMF 2011 a settembre) ha vestito i panni di Tamas. Kunde negli USA dirige ormai da anni e a Bergamo ha segnato il suo esordio europeo.

Prossimo appuntamento con il Bergamo Musica Festival 2011 La Cecchina ossia la buona Figliola il 18 e 20 novembre.

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