Mahler la musica dell'avvenire apre il Festival PianisticoInternazionale di Brescia e Bergamo

Un itinerario narrativo di suoni ed emozioni verso l’orizzonte della musica moderna, accompagnato da parole che sembrano passi tra la fantasia e l’imprevedibile: tutto questo è la Sinfonia n.9 in re maggiore di Gustav Mahler che ha aperto la 48° edizione del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo (il 1 maggio al Teatro Donizetti di Bergamo).
Suddiviso in quattro parti, il capolavoro si articola in un iniziale Andante comodo, per poi svilupparsi in In tempo di tranquillo Ländler. Un po’ goffo e molto rude, e ancora in un Rondò-Burlesca. Allegro assai. Molto ostinato, per chiudersi con un Adagio. Molto lento e ancora ritenuto.
Una disposizione di movimenti del tutto singolare (un andante e un adagio agli estremi, un Ländler e un Rondò al centro) che ci conducono lungo una delle vie alla musica moderna del Novecento grazie a questa Sinfonia che il direttore-compositore concepì tra il 1909 e il 1910. Un’opera che venne subito accolta come testimonianza dello stile del “dissolvimento” e che trasgredisce la forma sinfonica tradizionale.
Eseguito da un’eccellente Swedish Radio Sinphony Orchestra diretta da Daniel Harding, corposa nell’organico eppure delicatissima nelle sfumature e nei “pianissimo”, la 9° Sinfonia è una composizione di varianti sempre modificate, riproposte, eppure riconoscibili adiacenti alle parole dello stesso autore: “Ciò che impressiona di un’opera d’arte sarà sempre l’elemento misterioso, incommensurabile”.
Esordio strepitoso dunque per il Festival e per Bergamo che grazie a questo concerto ha visto per la prima volta in città l’esecuzione della 9° Sinfonia, la presenza di Daniel Harding e quella della Swedish Radio Sinphony Orchestra.
Prossimo appuntamento per Bergamo già il 4 maggio, mercoledì, ore 21.00 nella cornice del Teatro Sociale con la pianista Olga Kern.

Info www.festivalpianistico.it