Dona FLOR: i colori e i sapori dell'animo femminile al Teatro Donizetti

Coinvolgente, accattivante e divertente è lo spettacolo Dona Flor e suoi due mariti, in scena fino a domenica 13 marzo, che segna un positivo giro di boa per la Stagione di Prosa del Teatro Donizetti di Bergamo.
Avvolta da promumi dolci, colori caldi e musiche sinuose la protagonista Dona Flor è struggente ed esilarante metafora delle pieghe più intime dei nostri desideri oscillanti tra bisogni di conforto e sicurezza, ma anche di passione ed elettricità.
Il capolavoro di Amado sprigiona incandescente ilarità e poesia visionaria ambinetata nelle case del quartiere popolare di Bahia, dove la vita si consuma tra la gente in atmosfere solari e vie che sono il palcoscenico della vita.

Tutto è condviso: morti, matrimoni, amori e tradimenti riguardano l’intera comunità con una morbosa, affettuosa, indecente partecipazione.
La vicenda ruota attorno alla protagonista, dolce e pudica creatura, che convola in prime nozze con un inguaribile mascalzone, giocatore e sciupafemmine. Alla morte del primo marito Don Flor, dopo un anno di sofferta vedovanza, si risposa con un affettuoso, devoto e morigerato farmacista.
La donna però scopre, nell’incanto di un luogo dove l’impossibile si palesa e si colora, che il desiderio può compiere prodigi inaspettati. Grande maestra di cucina, Dona Flor, natura onesta e schiva, scopre che il suo appetito d’amore non si può saziare con un solo marito, ce ne vogliono due. Per un idillio perfetto occorre mettere insieme il meglio di entrambi: onestà e premure da una parte, fantasia ed erotismo dall’altra. E’ così che lo spiritello vivace del primo amore si intrufolerà nel letto del secondo legittimo marito, regalando a Dona Flor l’illusione di una pienezza altrimenti irraggiungibile
Dona Flor e i suoi due mariti ha superato fino ad oggi le cinquanta edizioni in Brasile e le trenta traduzioni in altrettanti paesi del mondo. Amado ha saputo trasformare l’ambiguità del triangolo amoroso e il punto di vista femminile, in valori. L’innocenza del personaggio e la sua indole mite, sdoganavano per sempre Flor da ogni sfacciataggine o moralismo e trasformavano la sua indecisione e infine la sua scelta, in semplice diritto alla felicità.
L’allestimento teatrale è supportato, quasi addiruttura condotto, dalla musica inedita composta appositamente per questo spettacolo in una sorta di laboratorio aperto alle sollecitazioni, agli scherzi che note e parole scoprono e si regalano. Le melodie sposano le seduzioni e il divertimento provocati dal racconto e viceversa. Il resto è lasciato alla suggestione del pubblico, alla magia di un momento, alla mutevolezza di un’emozione che soltanto la musica eseguita dal vivo (in stretta simbiosi con attori e cantanti) ci concede grazie ad uno spiraglio di imprevedibilità.
Interessanti le scene che evocano luoghi da sogno, vagamente ossessive, come ossessive sono le fantasie di Flor. I costumi ricordano le collezioni di Dolce&Gabbana e vestono una donna morbida e femminile, che ha in sé la magia giusta per non aver bisogno di destare scalpore.
Intorno a questa idea di spettacolo, che rielabora gli anni Cinquanta-Sessanta, è costruito l’intero progetto dove gli attori s’inseriscono brillanti e riusciti nei ruoli (una citazione va al trio femminile di amiche pettegole) che attraverso funerali e matrimoni, feste e quotidianità raccontano come direbbe Vadinho-marito numero 1 “il si e il no” della vita.
DONA FLOR E I SUOI DUE MARITIliberamente tratto dal romanzo di Jorge Amado
regia e drammaturgia Emanuela Giordano
musiche originali eseguite dal vivo dalla Bubbez Orchestra
con Caterina Murino, Paolo Calabresi e Daniele Liotti e con Simonetta Cartia, Claudia Gusmano, Serena Mattace Raso e Laura Rovetti
produzione Compagnia Enfi Teatro

Recite al Teatro Donizetti di Bergamo:
da martedì 8 marzo a sabato 12 marzo alle ore 20.30;
domenica 13 marzo alle ore 15.30
Per informazioni sugli spettacoli tel 035.4160678
da lunedì a venerdì 9.00-12.00 e 15.00-17.00
www.teatrodonizetti.it