I maestri dell'Accademia Carrara in mostra a Bruxelles

Dopo il successo della mostra presso il Chiostro del Bramante nel cuore di Roma, i capolavori dell’Accademia Carrara riprendono il loro itinerario europeo alla volta del Belgio.
Presso il Palais des Beaux-Arts, Bruxelles dal 10 febbraio all’8 maggio 2011 sarà allestita l’esposizione denominata Maestri veneziani e fiamminghi Bergamo e Anversa. Arte, economia, politica. Due capitali a Bruxelles .

Italia e Fiandre, Venezia e Anversa, la capitale commerciale del Mediterraneo e la capitale commerciale del Nord rappresentano luoghi attorno ai quali hanno ruotato l’economia, la politica, la cultura europea nel corso del Quattrocento: il secolo che ha dato vita alla grande stagione rinascimentale.
Questo fu un secolo nel corso del quale furono protagoniste, intorno ai poli portuali, due grandi macroregioni con da una parte i territori veneziani di terraferma, il cui fulcro era Bergamo la capitale della Serenissima in terraferma; dall’altra le Fiandre, con Anversa cuore finanziario d’Europa.
La mostra vuole raccontare questa grande storia, riallacciando e ridefinendo rapporti essenziali per la costruzione di un’Europa che non sia solo entità geografica, ma geopolitica ancora trainante.
Tutto questo intorno a un progetto culturale fortemente connotato con il meglio di due collezioni tra le più importanti al mondo: l’Accademia Carrara di Bergamo, il Koninllijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa.
Due raccolte con alcuni, eccezionali punti di contatto: l’essere raccolte pubbliche strutturate su lasciti privati e fondate sulle collezioni di alcuni tra i maggiori storici dell’arte mondiali; l’essere uno straordinario insieme di capolavori, in grado di raccontare lo sviluppo della grande pittura veneta in parallelo con l’evoluzione dell’arte fiamminga. In un rapporto di stretta interdipendenza le une con le altre: non avremmo Giovanni Bellini e Antonello da Messina senza Van Eyck e Rogier Van der Weiden, non avremmo Rubens e Van Dyck senza Tiziano e Veronese.
E di questo scambio culturale, con opere che viaggiavano da un porto all’altro, da un collezionista all’altro favorendo scambi di merci e aperture di banche, il lombardo veneto è stato perno essenziale, non solo come granaio d’Europa ma anche e soprattutto con gli artisti e le opere che ruotavano intorno a Bergamo. Così i suoi figli – Palma il Vecchio, Previtali, Cariani – andranno a Venezia a portar linfa nuova all’arte locale e dalla laguna nella capitale orobica giungeranno artisti come Lorenzo Lotto e poi Tiepolo e Diziani a portar il verbo moderno.
Su questa base artistica si intende rimettere in moto un processo virtuoso di dialogo.
Bruxelles e il BOZAR, in tal senso, sono il luogo in cui dare visibilità a questo legame storico profondo e un nuovo senso alla cooperazione.

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