Piccola storia del sesso

ComunicAmando di Elisabetta Fernandez, FrancoAngeli, 2004. 
Libro strano quello di Elisabetta Fernandez a iniziare dal titolo che con un gioco di parole unisce in sé due verbi: comunicare e amare, dando loro, con il gerundio del secondo termine, il significato di comunicare mentre si ama.
In realtà, però, nel volume, non c’è, se non di sfuggita (soprattutto nei primi e negli ultimi paragrafi) un discorso sulla comunicazione, tanto meno su quella amorosa. 
Forse, per capire il libro della Fernandez bisogna affidarsi al sottotitolo: Sesso e sentimento, dai vecchi tabù ai nuovi media. Leggendo il sottotitolo, dimenticando il titolo, il libro diviene subito chiaro e può essere definito un utile strumento per fare il punto sulla situazione degli studi di sociologia e sessuologia, non senza un rapido sguardo all’evoluzione storica dei comportamenti sessuali così come si sono modificati nel corso del millenni nella società Occidentale. 
La Fernandez pone anche l’attenzione a quelle pratiche, anche di natura non sessuale, cui ci si sottopone per rendere il corpo pronto alla relazione amorosa e sessuale. Non mancano le curiosità, nell’excursus di natura storica condotto dall’autrice, come quella sui primi interventi di chirurgia estetica (avvenuti nel 1430 ad opera di Antonio Branca e, soprattutto, nel 1597 con Gaspare Tagliacozzi) o quelli per la “riattribuzione di sesso” (che vengono fatti risalire addirittura a Nerone che avrebbe fatto cambiare sesso a un liberto per poterlo sposare; anche se si deve aspettare il 1948 per avere il primo caso di persona sottoposta a trattamento ormonale e a una vaginoplastica con esito positivo). 
A proposito della “conversione di sesso”, l’autrice scrive delle parole che vale la pena riferire per smentire quanti sostengono che essa sia una pratica illecita e mutilatoria:
l’operazione è finalizzata a creare un’armonia, una stabilità, un’assonanza tra mente e corpo, quindi una condizione che può determinare benessere rappresentando la soluzione di un problema. 
Una posizione, quella dell’autrice, di apertura e, soprattutto di rispetto, che si riscontra in ogni punto del libro nel quale si affronta il tema della diversità, in quanto essa è
foriera di ricchezza culturale, è necessario prendere le distanze da pregiudizi che non consentono di accogliere le richieste di chi, senza nuocere, cerca uno spazio, una dimensione dove vivere la propria sessualità e, invece, ancora in alcuni contesti, viene ghettizzato e condannato. 
Molta attenzione, infine, l’autrice pone alla condizione della donna nella società dai tempi antichi agli attuali, stigmatizzando sia le pratiche che tendono a ridurre la donna a dominio dell’uomo, sia quelle donne che per acquisire una parità con gli uomini ne copiano i comportamenti prevaricatori a lungo combattuti proprio dalle donne.  
ComunicAmando ha il pregio di essere scritto in modo assai chiaro e si consiglia a coloro che desiderano saperne di più sulla sessualità, argomento su cui troppo spesso, colpevolmente, si sorvola.