La Tempesta apre la stagione di Prosa a Bergamo e diventa labirintopsicologico

La tempesta, uno dei testi più affascinanti di Shakespeare, è la nuova sfida registica di Andrea De Rosa che, con questo allestimento, consolida il rapporto di collaborazione con Umberto Orsini nato due anni fa con la creazione dello spettacolo Molly Sweeney di Brian Friel.
Ne La tempesta temi importanti come la vendetta e il perdono, la morte e la rinascita, le colpe dei padri espiate dai figli, la schiavitù e la ricerca della libertà - sono affrontati sotto una teatrale luce dell'illusione e del sogno nello spazio nudo e fantastico di un'isola isola.

"La tempesta somiglia a un labirinto. Come in una casa di specchi, ogni volta che intravedi una via d'uscita, questa uscita si rivela essere dalla parte opposta a quella che avevi immaginato. Come in un miraggio o in un sogno, quando provi ad afferrare qualcosa, l'oggetto su cui credi di aver messo le mani si dilegua. Finchè capisci che ciò che conta non è l'uscita e che non c'è nulla da afferrare. Stare ad ascoltare le domande che il testo ti pone e restarci dento (restare dentro alle domande, al labirinto) è l'unica via” sono queste le parole che il regista Andrea De Rosa sceglie per introdurre il suo nuovo lavoro che ha aperto la Stagione di Prosa al Teatro Donizetti.
La Tempesta è sempre stata una delle opere di Shakespeare più anomale e meno riproposte nei secoli. Nella visione/versione di De Rosa la storicizzazione seicentesca, poco visibile se non attraverso piccolissimi elementi, si confonde con una visione psicanalitica d’inizio Novecento, dove l’isola nella quale sono esiliati il duca di Milano e sua figlia Miranda è rappresentata metaforicamente da quel letto in ferro battuto bianco che riporta alla mente le strutture manicomiali del secolo scorso. In realtà, lo spazio e il tempo qui però vengono negati perché i loro connotati canonici sono privati di una contestualizzazione, precisa scelta registica sottolineata fra la contemporaneità della foggia degli abiti di Prospero e quelli seicenteschi dei naufraghi, il tutto mescolato ad un paio di tableau vivant pittorici simboleggianti ulteriori congiunture con la pittura cattolico-cristiana dell’epoca. La magia sinistra dell’isola rappresenta la resa dei conti della malvagità di chi vi ha messo piede. Un luogo dove tutto ha finalmente una fine e il tradimento, che scalfisce i corpi e gli animi, si brucia e si consuma nella quintessenza della sua natura primordiale. Sulla scena, la stessa magia malefica del duca e quella dello spettacolo si confondono divenendo emblema del virtuosismo centralizzato della presenza di Umberto Orsini (Prospero). Nel complesso, lo spettacolo è apprezzato e il pubblico applaude.
La tempesta
Autore: William Shakespeare;
Adattamento e regia: Andrea De Rosa;
Cast: Umberto Orsini, Flavio Bonacci, Rino Cassano, Francesco Feletti, Carmine Paternoster, Rolando Ravello, Enzo Salomone, Federica Sandrini, Francesco Silvestri, Salvatore Striano
Dal 7 all’11 dicembre Teatro Donizetti di Bergamo ore 20.30; domenica 12 dicembre ore 15.30
www.donizetti.org