Il Volto e il Mistero. Icone russe dal XVI al XIX secolo

La pittura russa di icone appartiene, senza dubbio, al novero delle migliori creazioni: in essa l’anima popolare ha manifestato i suoi aspetti più belli e intimi, quella profondità trasparente dell’ispirazione religiosa e quella bellezza per mezzo della quale il mondo sarà salvato”: sono le parole di E.Trubesckoj in una riflessione attorno ai dipinti sacri russi e alla potenza eterna del loro colore. L’icona russa è una delle più grandi manifestazioni dell’arte mondiale e rappresenta la forza di una tradizione caratterizzata da un’eccezionale stabilità e, nello stesso tempo, da un’inesauribile capacità creatrice che ha saputo raggiungere la perfezione e mantenerla per ben 800 anni, fino a tutto il XVIII secolo.
In Italia, come in altri Paesi europei, solo da poco tempo si è diffuso interesse per le antiche icone russe e a Bergamo, dal 25 agosto al al 12 settembre (presso la Sala dell’Ateneo in Piazza Giuliani 5 in Città Alta) ci sarà la possibilità di avvicinare ben 60 capolavori provenienti da collezioni private russe : “ Il pubblico – spiega il curatore Giovanni Boschetti della società bresciana Academia Ikon Rus – avrà la possibilità di comprendere il percorso teologico e spirituale che sta alla base della realizzazione di ogni icona. Abbiamo deciso di proporre la mostra a Bergamo perché sappiamo che questa è una città particolarente attenda alla Fede e alle sue espressioni”.
Costretti a scegliere i loro soggetti in un campo limitato, perchè canonizzati come mezzo di espressione di Dio in terra, i pittori di icone russe (consacrati e considerati strumento operativo di Dio in questo mondo) dovettero concentrare tutto il loro talento nell’esprimere a livelli sempre più altri la loro dimensione artistica. Il costante sviluppo delle forme tradizionali e la continuità della creazione hanno determinato un particolare equillibrio tra stabilità e ricchezza espressiva in opere penetrate da una bellezza ricca di significati.
Quella russa fu una tradizione che proseguì con pieno vigore fino agli inizi del XX secolo, seguendo appunto gli antitichi schemi e conservando integra la pregnanza religiosa e sacra che stava alla base della loro essenza, fino a quando con l’avvento al potere del partito comunista venne a cessare in tutta la nazione la creazione di queste opere e si cocnluse così l’affascinante e plurisecolare momento di incontro fra arte e sacralità tanto legata alle radici antiche delle tradizioni di quel popolo.

Il Volto e il Mistero. Icone russe dal XVI al XIX secolo
Sala dell’Ateneo. Piazza R.Giuliani 5 Bergamo – Città Alta
Dal 25 agosto al 12 settembre 2010
Da lun a giov 15-20; ven 15-22; sab e dom 10-12.30 e 15-20
Ingresso libero

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