Reazione allo spazio nelle coreografie psicologiche per il Don Giovannidi Astofli

Apre e chiude con una riflessione sul XVIII secolo il Festival Danza Estate 2010, inaugurato con i Casanova di Aterballetto e conclusosi lo scorso 9 luglio, nell’elegante cornice del Teatro Sociale di Bergamo in Città Alta, con il Don Giovanni o il gioco di Narciso messo in scena da Spellbound Dance Company su coreografie di Mauro Astolfi.
Lo spettacolo, creato nel 2008 per la Biennale di Venezia, si ispira al mito letterario di Don Giovanni e porta in scena con forte espressività l’energia e l’alta tecnica della danza della Spellbound Dance Company e degli 8 interpreti che, grazie ad un’ottima preparazione atletica, si muovono veloci negli incroci e nelle rotazioni, slanciano i movimenti con dinamiche elvazioni e armonizzano le coreografie con tempi e atterraggi sincronizzati.
Il Don Giovanni di Astolfi ci porta in un gioco di specchi reali e psicologici, di scatole e labirinti fisici e dell’anima, attraverso movimenti sinuosi e sensuali: una danza differente da quella, sempre voluta con ambientazione settecentesca, dallo spettacolo inaugurale del Festival disegnato per Aterballetto dal coreografo ospite Eugenio Scigliano.
Astolfi sceglie elementi tecnici che supportano un gioco ambiguo di simmetrie ed assimetrie volto a presentare la complessa, e controversa, psicologia del Don Giovanni raccontata nei secoli dalla letteratura, dalla musica, dal teatro.
Il suo Don Giovanni è seduttore di donne, ostinato conquistatore, ma anche vittima di quella bellezza che è stata unico motore della sua mente e del suo mondo di collezionista del femminile.
La sua costrizione a ripetere all’infinito lo stesso atto di conquistatore rende il suo gesto pressoché privo di reale importanza, il suo “catalogo” serve a fornirgli continue che lo porta ad una dimensione di non-identità, propria e altrui, all’incapacità di conoscersi e di riconoscersi.
Con questo spettacolo il coreografo Mauro Astolfi, si ripresenta a Bergamo come artista ‘estremo’ che utilizza tutte le frequenze del corpo nel movimento puro in “reazione allo spazio”, ampliando ulteriormente il suo caratteristico gusto per la contaminazione dei generi.