"...Era luce di mare" nuovi bagliori di futuro sulla musicacontemporanea

La Musica dell’acqua e i suoni della natura come motivi ispiratori della 47^ edizione del Festival Pianistico Internazionale Brescia e Bergamo e l’occasione per arrivare alla realizzazione di un progetto che da tempo assorbiva l’attenzione del Direttore Artistico Pier Carlo Orizio e di un giovane ed affermato compositore italiano come Mauro Montalbetti.
L’edizione 2010 ha infatti confermato la presenza importante e decisa della musica contemporanea : “Con un percorso iniziato tre Stagioni fa con Pärt, Bernstein e l’anno passato Tan Dun – spiega il direttore artistico Pier Carlo Orizio – abbiamo cercato di portare a conoscenza del pubblico un settore della musica contemporanea che, lontana dagli stereotipi che la vedono inaccessibile, è invece coinvolgente, di alta qualità e capace di instaurare un dialogo con chi ascolta. Gli appassionati ne sono rimasti affascinati e noi continuiamo a credere in questo percorso. Quest’anno non vi è stato un compositore protagonista, ma è stata la natura con la Musica dell’acqua ad avere il ruolo principale”.
Tra i nuovi talenti che si sono esibiti al Festival vi è stato il giovane, ma già affermato da anni a livello internazionale, compositore bresciano Mauro Montalbetti che l’11 e il 12 maggio ha diretto un brano inedito “…Era luce di mare” composto appositamente per il Festival. Un lavoro ricercato, ma comunicativo, basato su uno studio attento della composizione che ha creato una concentrata partecipazione del pubblico.

Il risultato di un lungo percorso che porta a chiedersi quali motivazioni stiano ancora alla base dell’attività di un musicista che decide di dedicarsi alla composizione : “Vi è un’esigenza di comunicare la propria creatività, così come è sempre avvenuto nella storia della musica. Ci sono musicisti che lo fanno eseguendo e reinterpretando brani scritti dai grandi Maestri, e chi trova espressione nella composizione e vi arriva come me attraverso canali non costruiti a tavolino, ma secondo modalità del tutto sincere e non necessariamente omologate a standard di mercato”.
La composizione artistica vive dunque di idee musicali piene di contenuti ed energia : “Credo si possa costruire un buon lavoro, volto alla ricerca e allo studio, da presentare poi al pubblico che se composto da ascoltatori curiosi può davvero essere pronto alla novità. Condizione necessaria però, lo ribadisco, è l’onesta di fondo del progetto compositivo”.
Quale comunicazione è dunque possibile oggi con il pubblico? : “Un dialogo con gli spettatori è possibile se il pubblico ha voglia di mettersi in gioco, consapevole. Perché questo avvenga servono scelte legate alla direzione artistica dei Festival e alla composizione dei cartelloni, esattamente come sta avvenendo da qualche anni con Pier Carlo Orizio per Bergamo e Brescia. Nelle ultime Stagioni gli appassionati sono stati accompagnati gradatamente verso autori contemporanei, anche legati alla tradizione come Pärt, per arrivare ad ascoltare nel 2010 qualcosa di inedito”.
Scelte non facili ma che il pubblico e i partner hanno dimostrato di gradire : “E’stato possibile perché tutto è stato costruito attorno a delle buone idee. Tali proposte a volte incontrano difficoltà legate al sostentamento finanziario, ma dove si individuano progettualità e qualità alla fine i fondi si possono trovare i risultati si raggiungono con positività”.
La chiave per creare partecipazione con il pubblico è dunque l’originalità del messaggio : “Quando compongo non penso a quanto e come la nuova musica sarà spendibile e potrà avere visibilità, mi concentro invece sull’aspetto della ricerca e della coerenza”.
Un’altra componente da considerare è quella della sinergia con i musicisti : “Per tradurre le idee compositivi in qualcosa di reale e fruibile servono i musicisti adatti, mentre compongo devo considerare chi potrà portare sul palco la mia musica e come tecnicamente riuscirà a farlo”.
Quali invece gli obiettivi che si possono raggiungere insieme agli spettatori : “Credo che si possa puntare ad un sempre maggiore interesse per la musica contemporanea, ma per riuscirci questa ha bisogno di continuità nella proposta. Sono stato l’estate scorsa per alcuni mesi a Berlino e in ogni cartellone vi erano sempre nomi e brani di compositori contemporanei e il pubblico era pronto ad ascoltare le novità”.
Si colgono però alcuni segnali positivi e lo stesso Montalbetti quest’anno ha ricevuto tre nuove commissioni: “Ho composto per l’Orchestra Sinfonica di Lecce “Tito Schipa” e per la Filarmonica Romana, poi è arrivata la proposta del Festival Pianistico di Bergamo e Brescia”. L’idea di una collaborazione con Orizio nasce tempo fa : “Dopo aver vinto un concorso in Austria nel 2007 il Maestro mi ha chiamato per conoscere i miei lavori e ascoltare le mie idee, poi ci sono volute tre Stagioni per trovare l’occasione giusta e comporre “…Era luce di mare”, è un’opera che s’inserisce nel mio percorso di crescita e che è costruito, come sempre mi capita, partendo da fonti non musicali bensì letterarie. Mi lascio ispirare da liriche magiche ed evocative, da dove parto per plasmare la musica”.
La comunicazione tra arti porta dunque alla comunicazione con il pubblico : “Avvicinare più linguaggi artistici è quello che mi guida, credo che le parole godano di una sonorità propositiva per l’animo di un compositore e di ogni musicista”.

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