Letture Amene sotto il berceau 2010

Ha preso il via il 9 giugno Letture Amene sotto il berceau, la quinta rassegna di cinque incontri estivi in programma ogni mercoledì alle ore 18 presso il Circolino di Città Alta con “vecchi” scrittori diventati amici e nuovi in via di diventarlo. La rassegna en plein air tenacemente voluta da Aldo Ghilardi, presidente della “Cooperativa Città Alta” e dai suoi collaboratori , è organizzata da Mimma Forlani, che ha potuto contare sull’aiuto dell’associazione Il Cavaliere Giallo, delle librerie indipendenti Palomar, Punto a Capo e Parnaso così come di molti amici, tra i quali Diego Bonifaccio e Aide Bosio che daranno voce alle pagine degli autori e Gigi Corsetti che con le sue foto realizzerà una cronaca per immagini di questi incontri di lettura, di riflessione e d’amicizia.
La rassegna di quest’anno è dedicata ai “troiani” di ogni epoca e di ogni terra, popoli le cui voci di pianto, di lotta, disperazione e rassegnazione sono state la sorgente di molti scrittori, in particolare di Mahmud Darwish, il grande poeta palestinese morto a Huston nell’estate del 2008 a cui questa rassegna è dedicata. Darwish, con la sua storia personale, - privato dalla propria casa, più volte detenuto nelle prigioni israeliani, esule per quasi tutta la vita - è per eccellenza “poeta troiano” perché appartiene “al campo dei perdenti” di coloro che sono stati privati del diritto di lasciare traccia della loro disfatta, privati dal diritto di raccontarla”. La voce di Mahmud sarà evocata da Elisabetta Bartuli e Chirine Haidar, traduttrice dell’ultima raccolta Come fiori di mandorlo o più lontano (Epoche, euro 13,50) in ben due incontri programmati il 7 luglio, il primo alle ore 18 al Circolino il secondo alle 21,30 al Seminarino di via Tassis.

E' stata Roberta De Monticelli, poetessa e filosofa, a incalzarci nel primo incontro il 9 giugno con le sue domande appassionate intorno alla libertà che trovano risposte nelle quasi quattrocento pagine del saggio La Novità di ognuno, persona e libertà edito da Garzanti (€ 18,60) giunto alla seconda edizione. Durante l’incontro sono stati tracciati a grandi linea alcuni dei numerosi percorsi seguiti da Roberta De Monticelli, visionaria e poeta ne Le preghiere di Ariele (Garzanti 1992) e dal Vivo, (Rizzoli 2001), polemista addolorata in Sullo spirito e l’ideologia. Lettera ai cristiani, (Baldini Castaldi, Dalai, 2007), maestra di logica come si conviene alla docente dell’Università Vita-Salute San Raffaele, e felicissima traduttrice delle Confessioni di Agostino di cui è appena uscita una nuova edizione presso Garzanti. Lo studio dell’opera del filosofo di Tagaste è stato momento di fatica fruttuosa, non solo infatti Roberta De Monticelli ha realizzato una bellissima traduzione corredata da note sapienti e ricca biografia, ma anche pubblicato nel 2004 per Bruno Mondadori L’allegria della mente, un librino luminoso, ispirato dalle parole di Agostino. Con Roberta De Monticelli dialogherà Lorenzo Gobbi, poeta e scrittore, che ha appena presentato a Bergamo il suo ultimo romanzo-saggio su Emily Dickinson Le api del sogno edito da Servitium, casa editrice che ha pubblicato sia la sua traduzione de Il libro della Ore di Rainer Maria Rilke, sia la sua raccolta di poesia, esaurita da tempo, Lessico della gioia, raccolta di liriche in cui il poeta nel mezzo del dolore per la malattia della moglie, esperimenta la gioia e ci insegna la disciplina per coltivarla quotidianamente.
Non poteva mancare il gruppo degli scrittori emiliani. Sarà Gino Ruozzi a presentare il 16 giugno Il Limbo delle fantasticazioni di Ermanno Cavazzoni, edito da Quodlibet Compagnia Extra (€ 12,50); la nuova opera potrebbe essere la continuazione de Gli scrittori inutili, edito da Feltrinelli nel 2002. “Il manualetto bizzarro e surreale” diventa qui un prontuario per ipotetici scrittori alle prese con un ancora definita vocazione; ed è per questo che si trovano al Limbo, luogo che secondo il sociologo Jean Baptiste Pontalis “ pare situato a mezzo cammino tra il chiaro e la luce”. La sua incompiutezza esercita su di noi la stessa attrattiva suscitata dalle mezze idee, dai progetti non ancora ben definiti e tuttavia presenti nella nostra immaginazione. Spesso preda - quando l’arte non è posa o orpello - di una passione che si fa sempre più invasiva lo scrittore non può allontanarsi troppo dal suo ubi consistam che è un po’ come la gabbia de Un artista del digiuno, uno degli ultimi racconti di Franz Kafka che ben illustra il nocciolo drammatico da cui nasce ogni forma artistica. Il digiunatore non può allontanarsi dalla sua gabbia perché rischia di essere divorato dalla pantera ma il suo permanere nella gabbia lo porterà alla consunzione. Dal canto suo, anche la pantera è l’immagine del perfetto artista perché “porta con sé, ovunque sia, tutta la sua arte, che è la libertà. L’arte di essere una fiera selvaggia, e la esibisce, ci sia pubblico o no.”
Con Ermanno Cavazzoni ritornerà Ugo Cornia, il cui ultimo libro Sulle tristezze e i ragionamenti è stato pubblicato da Quodlibet Compagnia Extra (€ 12), casa editrice fondata da Ermanno Cavazzoni che ne scrive anche il risvolto di copertina: una sorta di iniziazione improbabile ed esilarante al mondo di Cornia rappresentato dalla sua casa in cui si può avere “un’esperienza filosofica” inenarrabile. Nelle stanze gli oggetti fluttuano nei posti più improbabili e trovano la loro tana definitiva nella provvisorietà e nel disordine assoluto. Il libro Sulle tristezze e i ragionamenti appare nella sua natura stravagante che diventa persino reale se a leggere i raccontini-divagazioni è lo stesso Ugo Cornia con il marcato accento modenese.
Vari e diversi per formazione, competenze, età, luoghi di provenienza sono gli scrittori che Mimma Forlani ci propone anche quest’anno, confidando nella bella corrispondenza che il pubblico dei lettori bergamaschi riserva alle sue iniziative.
Ai popoli perdenti, “ma non arresi” è dedicato il secondo romanzo, che è testimonianza storica della fuga dal massacro subito dagli Armeni il 25 maggio 1915; tra di essi alcuni membri della famiglia di Antonia Arslan che nel romanzo La strada di Smirne narra la fuga dal luogo del massacro, raccontato con dolorosa efficacia in La masseria delle allodole. Sarà Antonia Arselan stessa il 23 giugno sempre alle ore 18 a rievocare la storia dell’antenata Shushanig, moglie del mite farmacista Sempad brutalmente assassinato, delle tre figlie e del piccolo Nubar, l’unico maschio sopravvissuto alla carneficina. Storie lontane e allo stesso tempo vicine, poiché a Bergamo vive Teresa, una cugina di Antonia, assolutamente coinvolta nella diaspora armena.
Il nodo centrale dell’ultimo romanzo di Marco Missiroli (in programma il 30 giugno) è il tema del male, generatore di efferati delitti nutriti dall’odio per il “negro”, incarnazione del demoniaco per gli appartenenti al Ku Klux Klan, che, in preda a un delirio purificatore, vogliono eliminare ogni traccia della sua presenza nella cittadina di un ipotetico Sud degli Stati Uniti d’America. Tuttavia questo romanzo pur attraverso le truci vicende narrate riesce a parlarci anche del potere di riscatto dell’amore allorché penetra anche solo per spiragli nella nostra esistenza. Dell’autore ha scritto Gad Lerner: “Questo Missiroli ha dentro una molla letteraria che rende capace di scrutare la natura animale delle nostre relazioni”. Bianco di Marco Missiroli, edito da Guanda (€ 14,50) ha vinto il Premio Comisso e Tondelli. Il non ancora trentenne scrittore di Rimini non è tuttavia il protagonista dell’incontro del 30 giugno, ma sarà un interlocutore prezioso di Nicola Lagioia, di qualche anno più vecchio di lui. I due scrittori possiedono modi narrativi che presentano, oltre alle caratteristiche personali anche spiccati modi generazionali, il primo è più figlio del cinema che della letteratura, il secondo ha un back ground musicale molto spiccato, avendo suonato in una band negli anni del liceo. Nella scrittura del romanzo Riportando tutto a casa Bach e Bruchner convivono con gli Eurytmichs, gruppo storico dell’elettropop inglese, lo “ zavorrato” neorealismo rispunta nella scoperta che i giovani nelle scorribande out of limits scoprono nelle periferie desolate di Bari. Nicola Lagioia, talentoso forsennato, narra la divaricazione che negli anni Ottanta avviene tra il mondo degli adulti e il mondo degli adolescenti sempre più critici nei confronti di padri e madri tutti proiettati alla ricerca di benessere e visibilità da struscio di provincia. E poi c’è anche la scoperta dell’amore, con le inibizioni di sempre superate con le spavalderie di giovani cinici e scafati. Riportando tutto a casa è un romanzo molto ricco di spunti che chiama anche noi adulti e rispecchiarci dentro una storia nazionale che evolverà verso immoralità, cinismo e corruzione.
La conclusione il 7 luglio si articolerà in due appuntamenti di altissimo valore, il primo alle ore 18 al Circolino il secondo alle 21,30 al Seminarino di via Tassis per il ricordo di Mahumud Darwish

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