Di un cantastorie del Settecento e di un luogo delle Memorie di GiacomoCasanova

Di un cantastorie del Settecento e di un luogo delle Memorie di Giacomo Casanova potrebbe essere questo il sottotitolo letterario di Casanova: lo spettacolo inaugurale del Festival Danza Estate 2010, a cura di CSC Anymore, che si è presentato il 10 giugno al pubblico con la produzione di ATERBALLETTO – Fondazione Nazionale.
Uno spettacolo teso e nervoso, fatto di movimenti contratti ad evocare la vita di Giacomo Casanova, avventuriero veneziano del XVIII secolo e le atmosfere del suo tempo.
La coreografia di Eugenio Scigliano richiama le tensioni di un uomo che le sue stesse memorie, e la leggenda, ci hanno decritto preso dal turbinio delle avventure, delle scommesse, dei viaggi e delle innumerevoli conquiste: tutti segnali di un disagio personale, ma anche di un’epoca e di una società che nascondevano così l’inquietudine per il consapevole crollo della realtà della quale erano stati protagonisti. Casanova diventa l’emblema di una società sul baratro, di una leggerezza del vivere al bordo del precipizio.
Quella di Casanova è una Venezia ormai ai margini dei grandi commerci, estromessa dalle rotte mercantili più ricche, che si trasforma in un luogo di spettacolo e gioco d’azzardo a calamitare nobili, denaro, possibile prestigio con decine di teatri e case da gioco.
Un luogo di vite intrecciate, consumate velocemente, a tratti bruciati e dai confini sempre più labili tra morale e realtà, tra ideale e pratica, sull’onda ansiosa del consumo di ogni cosa, atmosfera, relazione.

E’ questo il luogo nel quale i dodici ballerini della compagnia propongono con una danza espressiva i tormenti dell’animo di Casanova e della sua anima molteplice, tesi in movimenti atletici sulle scure tonalità del violoncello e di musiche settecentesche accuratamente selezionate.
Giacomo è qui l’eroe negativo, effimero vincente, che nasconde la sua condizione di disperato perdente, legato ad un ineluttabile destino di solitudine.
Il corpo di ballo arriva ad un insieme che rimanda alle tensioni della raffinata scrittura dello Stabat Mater di Tiziano Scarpa, vincitore del Premio Strega 2009, in una corrispondenza tra costruzioni mai banali, attrazione per l’originalità di suoni disarmonici, verso la comunicazione con il pubblico seguendo la via della propria identità.
Sul palco del Teatro Sociale di Bergamo una scenografia essenziale, ma efficacemente simbolica con un grande specchio profilato a fare da sfondo, diventa lo spazio per un gioco di seduzioni e per ambientare i diversi momenti della vita di Casanova dal gioco d’azzardo, ai duelli, ai cerimoniali aristocratici.
Episodi che diventano spunti per costruire le sequenze del balletto in un linguaggio coreografico contemporaneo che alterna momenti descrittivi ad altri più astratti. Un susseguirsi serrato di sequenze, dalla scena iniziale che vede il protagonista Casanova solo davanti alla propria immagine, con il carico di ricordi di una vita colma di avventure quanto di amarezze, fino all’epilogo finale con tanti “Casanova” che salutano, inchinandosi, un mondo che hanno pensato di sedurre senza riuscire a farne parte.
Con l’affidamento della coreografia dello spettacolo al coreografo Eugenio Scigliano, la compagnia emiliana Aterballetto conferma la sua vocazione a valorizzare la migliore coreografia italiana e il consolidamento di un repertorio che, accanto alla figura portante di Mauro Bigonzetti, poggia sempre più su un ampio ventaglio di autori italiani.

Organizzazione e info per il pubblico: Csc Anymore, tel. 035.224700
Sito internet: www.festivaldanzaestate.it , www.cscanymore.it

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