Può l’amore vincere sulla carriera?

Può l’amore vincere sulla carriera? Sì, nella sua celebre, lucida, cinica eppure divertente commedia L’Appartamento: il grande Billy Wilder dà una risposta affermativa pur mettendo a nudo una società e un mondo del lavoro basati sull’ambizione, il denaro e la costante ricerca di un miglioramento sociale.
I "piccoli disagi" diventano però "grandi rinunce", quando si parla d’Amore, e allora ecco libero spazio al lieto fine in barba ai soldi, alla carriera e al successo.
Nella memoria di tutti noi L'appartamento è prima di tutto il film interpretato nel 1960 da Jack Lemmon e Shirley MacLaine, vincitore di 5 premi Oscar, e diretto dallo stesso Billy Wilder autore del testo drammaturgico insieme a I.A.L. Diamond.
In scena il contabile C.C. Baxter, detto “Ciccibello”, impiegato in una grossa compagnia di assicurazioni americana, riesce ad accattivarsi le simpatie dei dirigenti della sua azienda affittando loro, per scappatelle extraconiugali, il piccolo appartamento dove vive. Tutto procede felicemente finché Baxter non si innamora di Fran Kubelik, graziosa lift-girl, una delle signorine in uniforme che manovrano i grandi ascensori del palazzo aziendale. Presto scopre che Fran è l’amante del capo del personale, Jeff D. Sheldrake, il quale, dietro consiglio di un collega, si rivolge proprio a lui per ottenere, a sua volta, l’uso dell’appartamento.

Baxter tradisce una certa riluttanza, vinta una volta che è posto di fronte alla prospettiva di una promozione importante: da anonimo contabile ad assistente proprio del capo del personale, con un ufficio tutto per sé.
Qualcosa però va storto. Durante un incontro fra Jeff e Fran nell’appartamento di Baxter, quest’ultima apprende che l’amante non ha alcuna intenzione di lasciare la famiglia per sposarla, come le aveva promesso. Amareggiata ed umiliata, la povera Fran decide di suicidarsi proprio in quell’appartamento: ma Baxter giunge in tempo a salvarla.
Come sempre in Wilder, anche L’appartamento diventa occasione per riflettere sulla solitudine nella società moderna: il cinismo proprio dell’autore lascia l’amaro in bocca allo spettatore che assiste alla rappresentazione. In senso metaforico L’appartamento potrebbe essere considerato come una sorta di riconquista dell’innocenza perduta ed è così descritto da Patrick Rossi Gastaldi, regista di quest’allestimento per il teatro, che vede come protagonisti Massimo Dapporto – di ritorno sul palcoscenico del Teatro Donizetti dopo il successo de I due gemelli veneziani dello scorso anno - e Benedicta Boccoli.

Recite al Teatro Donizetti di Bergamo
fino a sabato 17 aprile alle ore 20.30; domenica 18 aprile alle ore 15.30.
regia Patrick Rossi Gastaldi
scene Luca Nardelli; costumi Cristiana Ricceri; disegno luci Mario Esposito; musiche Antonino Armagno
con Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli
produzione Antheia

Costo dei biglietti
da euro 10.00 a euro 28.00
più diritto di prevendita del 10%.

Per informazioni sugli spettacoli:
tel. 035.4160678
da lunedì a venerdì 9.00-12.00 e 15.00-17.00
www.teatrodonizetti.it

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