Mine vaganti

Mine vaganti di Ferzan Ozpetek è un capolavoro.
Il film, sceneggiato dal regista stesso e dallo scrittore Ivan Cotroneo, racconta di come, in Italia, il condizionamento sociale e la paura di ciò che la gente può dire possono far vivere davvero male. Tutti i personaggi appartenenti al nucleo familiare dei Cantone, infatti, per una ragione o per l’altra, non vivono appieno la loro vita.
Una famiglia, quella dei pastai Cantone, composta da una nonna che ha sposato un uomo che non amava e ha vissuto nel ricordo di colui cui aveva dato il cuore; da Luciana, la zia zitella, che affoga nell’alcool la sua solitudine e la nostalgia di un’altra vita solo assaporata durante una fuga a Londra; dalla madre Stefania che vive nell’incubo delle convenzioni borghesi; dal padre Vincenzo soggiogato dagli stereotipi da maschio del sud e dai figli Elena (cui si impone un destino da casalinga), Antonio e Tommaso che reprimono la loro vera natura sessuale per non dare un dispiacere alla famiglia.
Una famiglia come ce ne sono tante e che potrebbe continuare la vita immersa nella finzione se non fosse che i due figli maschi decidono di spezzare la catene dei condizionamenti sociali e vivere la loro vita.
I primi avversari da sconfiggere per poter essere quelli che si è sono proprio coloro che più si ama e che meno si vorrebbe fare soffrire: i genitori e i familiari. E così, se Antonio sembra determinato a impossessarsi del proprio destino e vivere la sua vita senza dover rendere conto ad alcuno, Tommaso sembra, invece, adeguarsi alle aspettative familiari per non dare un dispiacere in più che potrebbe essere fatale. Al loro fianco, alleata determinata e discreta, la nonna (la mina vagante del titolo) che, memore del proprio amore impossibile, invita a non farsi dire dagli altri chi amare od odiare e a sbagliare per conto proprio. Una grande lezione di vita che porterà a un lieto fine sui generis.
Un film in cui sapiente è la miscela tra il dolce e l’amaro, tra la comicità e la commozione, tra la storia corale e quella personale, tra gli interni borghesi in cui bisogna rispettare i cliché e gli esterni da natura selvaggia in cui poter dar sfogo alle proprie pulsioni.
Un film impreziosito da un cast di attori valentissimi: gli strepitosi Riccardo Scamarcio (Tommaso) e Ilaria Occhini (la nonna); i bravissimi Ennio Fantastichini (il padre Vincenzo), Lunetta Savino (la madre Stefania) ed Elena Sofia Ricci (la zia Luciana), i bravi Alessandro Preziosi (Antonio) e Nicole Grimaudo (l’amica Alba).

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