Rilettura di un classico: Il Barbiere di Siviglia

Leggere i classici era l’invito di Italo Calvino in un celebre scritto; rileggere il classico è l’operazione svolta dal regista Francesco Torrigiani per l’edizione de Il barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossigni, andato in scena sabato 14 e domenica 15 ottobre, nell’ambito del Bergamo Musica Festival al Teatro Donizetti.
Calvino scriveva : “I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più, quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti”. Per Il Barbiere di Siviglia Torrigiani sceglie un’operazione forte e quasi radicale, la sua infatti diventa una storia di pirati con Rosina che è fatta prigioniera in una rocca e Figaro – bandana in testa – che prende quasi le vesti di un corsaro.
Sul palco i personaggi utilizzano piccole imbarcazioni a vela cavalcando le onde del fiume Guadalquivir (sulle rive del quale Siviglia è costruita).
In scena e nei costumi dominano le tonalità dell’azzurroma l'insieme scenografico per questo nuovo allestimento proposto dal Teatro dell’Opera Giocosa di Savoia risulta a tratti caotico, così come non del tutto amalgamata è l’intesa tra i cantanti e l’Orchestra Sinfonica di Sanremo diretta la maestro Elio Boncompagni.
Lo spettacolo sta dunque cercando ancora un equilibrio verso possibili margini di miglioramento soprattutto in relazioni alle voci che, ad eccezione del Figaro Damiano Salerno, hanno mancato a tratti di decisione e sono sembrate più attenti al loro ruolo di attori.

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