Maria: la Figlia del Reggimento

Sto aggiustando, tagliando ecc. La Fille du regiment per La Scala”: così scrive Gaetano Donizetti da Milano il 15 agosto 1840, all’amico d’infanzia Antonio Dolci testimoniando il lavoro necessario per sistemare la versione francese della sua celebre Opera per il pubblico italiano.
E’ una vicenda critica interessante e ricca quella di questo passaggio dal francese all’italiano, sia dal punto di vista musicale che letterario e che dopo una certosina operazione di revisione (in particolare attorno al celebre passaggio si “Salùt la France”), approda ad un testo intrigante per irregolarità metrica frutto del lavoro di DOnizetti ocn il librettista Bassi.
E’ questa particolare versione italiana che il Bergamo Musica Festival ha deciso di riportare in scena il 20 e 22 novembre, presso il Teatro Donizetti, come terzo titolo donizettiano della Stagione lirica 2009 a seguire l’apertura con Linda di Chamounix ed Elisir d'amore.
Quella proposta dal regista Andrea Cigni e dal Direttore d’Orchestra Alessandro D’Agostini è stata un’edizione più che convincente: ottima sotto il profilo vocale e musicale, originale per costumi e allestimento, preziosa per l’aggiornata edizione critica realizzata dal musicologo Claudio Toscani all'interno delle Edizioni Nazionali delle Opere di Gaetano Donizetti per Fondazione Donizetti e Ricordi.
Due anni di lavoro hanno tolto una sequenza di «incrostazioni», come dice Toscani, accumulate nel tempo proprio dalla prima edizione alla Scala nell'ottobre 1840.
La Fille vide infatti la luce all'Opéra-Comique di Parigi nel febbraio 1840, in uno dei periodi più intensi di Gaetano Donizetti e il suo crescente successo sfociò nella versione in italiano, su versi di Callisto Bassi.
Dal 1840 in poi gli studiosi hanno individuato almeno una quarantina di versioni, tanto che il risultato finale della partitura "tradizionale" si discostava ormai notevolmente da quello originario.
La nuova produzione, frutto del lavoro del Circuito Lirico Regionale con l'Orchestra dei Pomeriggi Musicali e il coro dell'Aslico, ha visto sul palco il soprano spagnolo Yolanda Auyanet che ha trovato una forte chiave espressiva con le sfumature della voce e la parte attoriale e l’apprezzato tenore Gianluca Terranova, che ha interpretato un Tonio brillante e generoso.
Il regista Andrea Cigni ha ambientato la vicenda in Svizzera negli anni della prima guerra mondiale, realizzando in modo efficace l’alternanza di momenti intensi e drammatici interni all'Opera (come il coro del finale I atto o la preghiera di Maria nel II) ad altri decisamente brillanti per un insieme originale ed efficace.