Far poesia con la danza

Ieri sera, al Teatro Sociale di Bergamo, André Curti e Artur Ribeiro (ovvero i Dos à deux) hanno presentato il loro Aux pieds de la lettre.
Parlare di spettacolo di danza appare riduttivo (nulla togliendo al valore e alla capacità narrativa della danza). Tale meraviglioso spettacolo, infatti, trascende la danza e si fa poesia. Poesia senza parole, ma gestuale. 
Il “testo” racconta la vita quotidiana di due pazzi. Uno dei due sente le voci e vuole trascrivere ciò che “ascolta” su carta, l’altro è ossessionato dalla pulizia (specie di quella dei propri piedi). Lo “scrittore” usa il compare a mo’ di macchina per scrivere (e dal corpo dell’amico alienato escono davvero fogli di carta che vengono regolarmente cestinati dopo una sommaria lettura).
A intervallare e a interrompere la ritualità della scrittura e della pulizia dei piedi intervengono sia oscuri personaggi (che mai si vedono) che calano dall’alto la borsa della medicina (e, allora, inizia la “danza delle pillole”), sia la decisione assunta dai due in piena autonomia di ricorrere all’elettroshock.
Al centro della scena un tavolo che i due alienati usano per tutto, a mo’ di casa, di prigione, di box doccia, ma anche, alla fine, quando i due paiono aver trovato una via d’uscita al loro calvario, di barca a vela.
Un testo realizzato per mezzo di una gestualità lieve, precisa ed espressiva. Passi di danza che si fanno parole.
Spettacoli da non mancare.

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