Una stupefacente presenza estetica

Roberto Capucci e Mariano Fortuny: forme artistiche e idee.
Mariano pittore, scenografo, inventore di luci e costumi, alchimista della stampa su stoffa; Roberto artista - architetto, artefice di forme complesse da esposizione, realizzate con le tecniche dell’abito ma concepite come sculture.
La Fondazione Musei Civici di Venezia rende omaggio a Roberto Capucci con una straordinaria  mostra a palazzo Fortuny, casa atelier di Mariano, che documenta - attraverso trenta abiti-scultura, realizzati tra il 1978 e il 2009 - l’evoluzione di questa fase del percorso artistico del maestro.
Due artisti colti e raffinati, capaci di attraversare il mondo della moda lasciandovi il segno indelebile del genio.
Cappucci apre a vent’anni,  nel 1951,  il primo atelier. Grazie agli studi al liceo artistico prima e all’Accademia di Belle Arti poi, non solo conosce la storia dell’arte ma anche le tecniche pittoriche e plastiche, il disegno, la grafica. La prima gli fornisce consapevolezza culturale e di visione; le seconde gli danno gli strumenti per  ricercare e verificare metodi e approcci nuovi.
Dal celebre abito Colonna, elemento di rottura con la tradizione sartoriale che,  a fine anni settanta,  inaugura la fase degli abiti-scultura, al Ventaglio simbolo di creatività libera; dalle creazioni degli anni ottanta  tra cui Fuoco, con il volume del plissé verso l’alto. Tra le opere più recenti Spire, Onda, Foglia, Linee, Crete e, creato per l’occasione,  l’inedito abito-scultura di sposa, in seta mikado rosso fuoco, che apre la mostra.
Le opere documentano, in particolare, il passaggio e la definitiva scelta di campo artistica nella produzione dell’ultimo trentennio e le molteplici fonti d’ispirazione: dal mondo vegetale agli elementi fondamentali (Acqua, Terra, Aria, Fuoco); dai fenomeni fisici ai riferimenti artistici. Ecco allora colori puri alla Beato Angelico;  ampie maniche e sontuosi strascichi come in Pisanello, Benozzo Gozzoli, Paolo Uccello; velluti e dettagli sartoriali di Carpaccio, Tiziano, Tintoretto; fianchi allargati come in Velàzquez;  ed ecco Tiepolo, cui  rende pubblicamente omaggio. Tutta la sua produzione rimanda all’eterno sogno umano del superamento dei propri limiti, attraverso la creazione di abiti di dimensioni impossibili, con propaggini asimmetriche, ali d’uccello o farfalla, zampilli serici, grandi code.
In essi le forme naturali del corpo si oltrepassano in una sorta di dimensione “divina”, astratta, priva di esigenze materiali, fisiche, temporali.  Suggestivo ed efficace l'allestimento, integrato e sposato agli ambienti di Palazzo Fortuny. Unica nota: alcuni particolari degli abiti leggermente abrasi che evidenziano tracce delle numerose occasioni d'esposizione e necessari interventi di restauro di non assoluta perfezione sartoriale.

ROBERTO CAPUCCI A PALAZZO FORTUNY
Venezia, Museo Fortuny  7 marzo – 4 maggio 2009 San Marco 3958   (ingresso da Campo San Beneto) Orario 10 – 18 (biglietteria 10-17); chiuso martedì, 1 maggio

info e prenotazioni www.museiciviciveneziani.it; call center 0415209070

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