Una Piccola Cenerentola...per una grande idea di spettacolo

Si sveglia in un chiaroscuro che ricorda il personaggio michelangiolesco dell’incisione “Il Sogno” la protagonista de Una piccola Cenerentola andata in scena al Teatro Donizetti di Bergamo, per il progetto “La Scuola all’Opera”, e per il pubblico il 16 novembre nell’ambito del Bergamo Musica Festival 2008.
Angiolina è assopita in un sonno- sogno che rimanda culturalmente anche alle celebri incisioni di Goya (Il sonno della Ragione genera mostri) : in un’atmosfera che non vuole essere drammatica, ma che come in ogni fiaba mischia l’inquietudine della crescita all’elemento fantasioso, divertente e narrativo. La nostra Cenerentola ha infatti alle spalle un grande libro d’incisioni, con figure femminili e parole chiave, attorno al quale ruoterà per tutto l’atto unico il turbinio dei personaggi che agiscono con e attorno a lei. Personaggi che nelle scene e nei costumi di Angelo Sala ci sorprenderanno con ombrellini di ricordo spagnolo (El quitasol di Goya), italiano pensando ai celebri affreschi di Villa Zanigo di Tiepolo da Il Nuovo Mondo a Il Minuetto con la citazione dell’abito bicanco con maniche a balze della Cenerentola-principessa.
Una Cenerentola che una volta diventata principessa diventa anche una donna contemporanea: con la voglia di innamorarsi, ma anche autonoma nella sua identità e tanto decisa da agire “fisicamente” sul tempo a sua disposizione, spostando le lancette del celeberrimo orologio, e capace inoltre di dire al principe che le cerca un pegno d’amore “Siamo in un sogno, ma il braccialetto no!…tò questa….” e con un sorriso tagliente gli piazza in mano una scarpa lasciandolo tra l’allibito e il perplesso...certamente sorpreso!
Una ragazza moderna in un contesto di fiaba: dove i raffinati e prestigiosi costumi vestono personaggi truccati alla “Il Flauto Magico” di Bergman che agiscono con le dinamiche componenti di scena: dall’originale auto a molla, alla semplice eppur efficacissima sagoma del cavallo sul quale monta il servo-finto principe, al bellissimo libro di narrazione e storia che diventa esso stesso un protagonista.
E’ questo uno spettacolo riuscito tra il gioco e l’ironia, tra la dimensione fantastica e i rimandi alla realtà, tra quella dell’immaginazione a quella della storia dell’arte, in un insieme coinvolgente ed efficace sia per il giovane pubblico (composto piacevolmente anche da piccoli-piccolissimi) che per gli spettatori adulti.
Con un ritmo incalzante Piera Ravasio e Francesco Bellotto costruiscono questa commedia musicale in un atto, su musiche di Gioacchino Rossini, in un'Opera che presenta tutte le caratteristiche della musica settecentesca amante delle “scale” e dei cori d’insieme a più voci, che ricordano le più celebri opere rossiniane come l’Italiana in Algeri.
La dimensione di scherzo e quella ludica si sposano con la componente didattica che mostra ai bambini tutti gli elementi dell’Opera lirica, mettendoli a loro agio in una piena interazione con l’Orchestra posta al livello della sala, gli interpreti che spesso scorazzano allegramente in platea, e i “trucchi scenici” con il temporale palesato attraverso lo scuotere una lastra di metallo da parte di una veemente fatina-uomo barbuto!
Oggetti e luoghi che giocano con le dimensioni reali e oniriche, così come in tutta l’iconografia legata anche ad "Alice nel Paese delle Meraviglie" (altra piccola bimba che dopo una fiaba si ritrova grande e cresciuta), personaggi strambi e simpatici, sorrisi e applausi divertiti: questa “Piccola Cenerentola” ha fatto innamorare il principe, ma soprattutto il pubblico…di domani!