La violenza insensata contro gli omosessuali


Questa sera si è svolta a Bergamo, in uno stracolmo Auditorium di Piazza della Libertà, l'anteprima nazionale del documentario Homo Fobicus. La città lombarda non è stata scelta a caso: è proprio da tale città - e più propriamente dal Consiglio Comunale - che il documentario prende le mosse. Infatti, durante la seduta del Consiglio Comunale nella quale si era posto all'ordine del giorno l'apertura di un Registro delle coppie di fatto, un consigliere di maggioranza si era espresso con frasi tanto omofobe da indurre un gruppo di ragazzi (riunitosi sotto il nome di Cinefreak) a fare una serie di interviste per le vie del centro cittadino chiedendo ai passanti cosa ne pensassero dell'omosessualità, del matrimonio gay e dell'adozione di bambini da parte di omosessuali...

Il video (della durata complessiva di 31 minuti) presenta al pubblico in carrellata le risposte raccolte in città, dando voce, nella prima parte, a quelle di stampo omofobe, per poi lasciare il microfono ad alcuni militanti gay intervistati a Brescia e - sui titoli di coda - ai passanti di ampie vedute che nulla temono dai comportamenti e dalle persone omosessuali.

Non è una visione indolore quella di Homo Fobicus: dichiarazioni come "gli omosessuali fanno schifo" colpiscono per la loro insensata violenza. Colpiscono e feriscono così come sottolineato, durante il dibattito che è seguito alla prima proiezione, da una militante lesbica.

Insulti detti dagli intervistati a cuor leggero, nella convinzione che gli omosessuali non possano fare altro che riceverli e stare zitti... Nella convinzione che l'orgoglio gay, in Italia (e non solo a Bergamo), non abbia alcuna speranza di imporsi e di vincere la battaglia per l'approvazione di leggi che diano uguali diritti a tutte le persone, indipendentemente dalla loro appartenenza o meno a una minoranza.

Homo Fobicus, interviste di Alessandro Esposito. Regia di Francesco Chiodelli.

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