GIOVANNI BELLINI. Morbida ed eterna rivoluzione

Il miglior pittore di tutti i tempi” : sono le parole che Albrecht Dǘrer scrisse dopo essere rimasto affascinato dalla figura del grande vecchio Giovanni Bellini che, nella seconda metà del ‘400, costituiva un punto di riferimento per tutti gli artisti attivi in Europa. Dǘrer ci rende testimonianza di questa figura capace di incarnare appieno la gloriosa vicenda dell’umanesimo veneto: dal suo nascere alla sua piena affermazione.
Proprio a Giovanni Bellini, fino all’11 gennaio a Roma, la prestigiosa sede espositiva delle Scuderie del Quirinale dedica una mostra monografica presentando più di una sessantina di dipinti che rappresentano circa i tre quarti della produzione belliniana certa, tra opere sacre e profane.
L’esposizione esordisce con la solenne penombra dominata dal rosso pompeiano dell’allestimento: un effetto molto suggestivo, affidato alla maestosa e scenografica Pala di Pesaro (1472-74 ca.) fresca di restauro e completa della cimasa proveniente dai Musei Vaticani.
Un esordio potente per l’ambiziosa mostra monografica che non solo riunisce capolavori provenienti dalle più importanti collezioni del mondo, ma che si prefigge attraverso indagini scientifiche sostenute dai curatori - gli studiosi Lucco e Villa - uno slittamento cronologico sulla biografia stessa del Giambellino. Figlio di Jacopo Bellini, fratello di Gentile Bellini e cognato di Andrea Mantegna, l’artista sarebbe nato nel 1438-40 ca. (e non intorno al 1426, come sostenuto fino a oggi) e morto a Venezia nel 1516.
Indagini e ipotesi importanti per una mostra che è sicuramente un immancabile evento culturale, considerato che quella precedente risale al 1949, ma che lascia l’impressione di essere volutamente forzata nell’allestimento e soprattutto nella fredda illuminazione in virtù, appunto, del tentativo di rendere più esplicite le nuove letture sull’opera bellinana.
Giovanni Bellini (Venezia 1435-38 circa 1516) figlio del celebre Jacopo, fratello di Gentile, cognato di Andrea Mantenga è dunque al centro di una famiglia di artisti e di un’operosa bottega, oltre che di una città come Venezia, nella quale transitano artisti dello spessore di Antonello da Messina, Giorgione, Tiziano, brevemente Leonardo, e tutti i più grandi del momento.
Bellini ha goduto del favore della critica e dei committenti, ma soprattutto da sempre è stato capace di conquistare lo sguardo dell’osservatore con capolavori che ancora oggi sono in grado di colpirci profondamente per aver colto lo spirito del tempo e le profonde rivoluzioni culturali a lui contemporanee.
Bellini riesce a rendere tutto questo con intelligenza e garbo, attraverso un linguaggio tanto moderato quanto innovativo e rivoluzionario, attraverso la commovente poesia delle figure e del paesaggio, oltre che con una sempre rinnovata freschezza d’invenzione.
Giovanni è un grande della pittura soprattutto per la sua morbida ed unica capacità tonale che la fredda luce, scelta dai curatori, invece lascia in disaprte a favore di una tagliente fase mantegnesca (in realtà limitata nel tempo).
Artista quieto, colto e allo steso tempo profondamente capace da un punto di vista artigianale (in mostra si notano numerose le prime sperimentazioni della nuova tecnica ad olio su tela ed altri supporti), Bellini opera immerso nella profonda religiosità che lo contraddistingue rappresentando figure legate allo spazio circostanze. Uno spazio “intimamente” veneziano per la morbidezza, la luce, il realismo sobrio dei personaggi, per il gusto minuzioso ma non lezioso dei particolari: che connotano la specifica identità di ogni essere e di ogni oggetto.
Un equilibrio raro e prezioso che sì vive di rimandi con Antonello ed altri autori, ma che non é ridotto solo a questo. Ricordando la mostra monografica, sempre allestita alle Scuderie del Quirinale pochi anni fa su anotnello da Messina, emerge come quell’esposizione fosse ricca di rimandi che mettevano in collegamento Antonello con gli artisti a lui contemporanei (basta ricordare il Cristo Morto sorretto da angeli del Museo Correr affiancato al Cristo morto sorretto da angeli di Rimini del Bellini esposto anche oggi), ma anche come tutto questo fosse fonte di ricchi spunti e non di sottesi e rigidi parallelismo.
La mostra romana risulta dunque fortemente interpretativa in questo senso e rischia di fa emergere solo un Bellini di “raffronti”, facendone perdere di vista la singolare personalità.
Antonio Paolucci, Presidente della Commissione Scientifica delle Scuderie del Quirinale, commentando la mostra ha affermato “Non c’è nulla da capire, c’è solo da guardare. L’aria, il colore della luce delle stagioni”…e dunque, nonostante gli studi e le nuove teorie... lasciatela guardare questa pittura, lasciateci assaporare la scoperta delle possibilità di un colore profondo, ricco e vellutato, di farci avvolgere da un velo d’aria e di luce unificante che non ci lasci il minimo dubbio della grandezza di Giovanni Bellini!

--------------------------------------------------------------------------------
dal 29 settembre 2008 all’undici gennaio 2009
Giovanni Bellini
a cura di Mauro Lucco e Giovanni C.F. Villa
Scuderie del Quirinale
Via XXIV maggio, 16 (zona Via Nazionale) - 00187 Roma
Orario: da domenica a giovedì ore 10-20; venerdì e sabato ore 10-22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ingresso: intero € 10; ridotto € 7,50
Catalogo Silvana Editoriale
Info: tel. +39 0639967500; info@scuderiequirinale.it; www.scuderiequirinale.it