Un neogotico per il Gotico

Un neogotico per il Gotico.Itinerario grafico per La Favorite di Gaetano Donizetti

Linee sottili e definite, tratto preciso e descrittivo del gusto architettonico ottocentesco: un colto accompagnamento visivo per immergerci nelle atmosfere gotiche lette dall’800 romantico-neogotico. E' questo il gioco raffinato scelto dal regista Lamberto Pugelli per l’allestimento della Grand Opera La Favorite andata in scena il 19 e il 21 settembre al Teatro Donizetti di Bergamo.
Nell’accurata e voluta ripresa filologica di tutto l’allestimento: dal libretto originale in francese, alla composizione per numero di elementi e tipologie di strumenti dell’Orchestra del Bergamo Musica Festival condotta da Marco Zambelli, una serie di fondali semitrasparenti ed agili ci hanno transitato nei chiostri di Santiago de Compostella e nella trecentesca corte spagnola conducendoci in tali luoghi così come erano pensati e rappresentati nella Parigi del 1840 (dove l’opera andò in scena per la prima volta al Teatre des Italièns).

Un neogotico per il gotico che prende le radici dalle interpretazioni visionarie e indagatrici di Piranesi alla fine del ‘700 per l’antica Roma e  più in generale dei ruderi architettonici, portandoci fino alle letture turbinose ed intense di Turner e degli autori romantici conquistati dal gusto per il sublime.
Una lettura dell’architettura dai particolari disegnativi, complicata, volta allo stimolo del sentimento più che alla documentazione architettonica in senso stretto, priva di matericità e dove tutti gli ornamenti si fanno arricchimento della struttura essenziale dell'edificio, dove come nell’opera lirica della storia de La Favorite arte e moralità s’incontrano.