Quadri animati per una vendetta da Re


Ha preso il via la stagione lirica del Teatro Donizetti con la realizzazione de La favorite di Gaetano Donizetti per la direzione musicale del Maestro Marco Zambelli, la regia teatrale di Lamberto Puggelli e l'interpretazione canora-attorale di Adriana Mastrangelo (Léonor), Antonio Gandía (Fernand), Mario Cassi (Alphonse), Gabriella Locatelli Serio (Inès) e Francesco Palmieri (Balthazar).

Si tratta della versione originale in francese de La favorita, opera che Donizetti compose di fretta, facendo ampio ricorso al riciclo di interi passaggi già musicati per altre sue opere o che stava musicando in contemporanea. Un metodo di lavoro che, per il compositore bergamasco, non era inusuale... Il risultato è un'opera a tratti musicalmente discontinua, ma comunque orecchiabile. Sicuramente non un capolavoro.

La storia è quella di Léonor, favorita del re, che ama, riamata, Fernand, il quale, credendola di stirpe reale, combatte i nemici del re Alphonse per ottenere gloria a sufficienza da consentirgli di chiedergli la mano di Léonor. Scoperto il tradimento di quest'ultima, Alphonse (che era pronto a condurre la favorita all'altare) ordisce una "vendetta da re": concede in moglie all'ignaro Fernand la maitresse, minando, in tal modo irrimediabilmente il di lui onore. A Fernand, scoperta la verità, non resta che ritirarsi in convento...

La riproposta del titolo originale all'interno del "Bergamo Musica Festival" si caratterizza per essere una messinscena di onesto lavoro artistico, nella quale la parte del leone l'ha fatta il direttore d'orchestra Marco Zambelli che ha firmato una partitura a tratti trascinante e sempre molto bene eseguita. Il suo lavoro è stato (giustamente) molto apprezzato dal pubblico.

Il regista Puggelli ha immerso l'azione in una serie di quadri monocromatici disegnati dallo scenografo Paolo Bregni nei quali spiccavano i variopinti costumi degli interpreti (davvero molto belli). I vari ambienti erano realizzati per mezzo dell'alternarsi di siparietti-fondali sui quali erano disegnati i quadri di cui si è detto.

La resa canora degli interpreti non è stata sempre brillante. Anzi, va detto che Antonio Gandía ha dimostrato nel primo atto di avere qualche incertezza che il pubblico non ha lasciato passare sotto silenzio. Anche Adriana Mastrangelo non ha convinto tutti gli spettatori in uguale misura. Ad ogni modo, al calar del sipario sui quattro atti dello spettacolo, in considerazione anche dell'esibizione in crescendo degli interpreti, i cantanti sono stati acconti con un caloroso e prolungato battimani.