Theodossiou: intense emozioni per l'omaggio alla Callas

L’intensità dei gesti, la voce piena ed estesa, la forte presenza scenica fanno di Dimitra Theodossiou la vera erede di Maria Callas e, sulla melodia della celebre aria Vissi d’arte, vissi d’amore dalla Tosca di Puccini tanto amata dalla Divina, il soprano greco ha posto il sigillo ad una serata benefica di grande suggestione il 25 marzo al Teatro Donizetti.
Interprete di gran temperamento, vocalità generosissima e impetuosa, capace di grandi escursioni di registro e di colori espressivi, la Theodossiou è tornata sul palcoscenico del Teatro Donizetti martedì scorso per l’evento organizzato dal Lions Club Bergamo Host, volto a raccogliere fondi da destinare alla campagna Sight First per la prevenzione e la cura della cecità.
Il titolo della serata, «Omaggio a Maria Callas», ha accostato il mito della grande soprano greca con la maggiore connazionale del belcanto presente oggi sui palcoscenici mondiali. I brani in programma hanno spaziato da Verdi a Donizetti, da Rossini a Puccini, riproponendo una serie di arie in cui la Callas eccelse come nesssun’altra. La Theodossiou ha aperto con l'invocazione verista di Giordano dall'Andrea Chenier, La mamma morta per passare al sognante abbandono di Leonora nel Trovatore D'amor sull'ali rosee, passando poi con piglio energico al Nabucco (Ben io t'invenni). Nella seconda parte spazio al Roberto Devereux, già interpretato da Dimitra a Bergamo, di Donizetti con l'aria Vivi ingrato, e poi ancora la celeberrima Casta Diva e i lividi crepuscoli di Macbeth (La luce langue ).
Il direttore bergamasco Bruno Santori ha guidato l'Orchestra del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti, con la partecipazione del Coro Filarmonico di Valle Seriana preparato da Fabio Piazzalunga, e ha aperto la serata eseguendo l’inno composto appositamente per il Lions Bergamo Host e che, mercoledì scorso, è stato presentato a Roma alla dirigenza internazionale dell’Associazione, candidandosi a diventare l’inno mondiale dei Lions Club.
Anche il flautista Giovanni Roselli è stato protagonista del concerto con brani di Mozart e Bach per una parte della celebre Ouverture in si minore di J. S. Bach, con la successione Sarabanda, Bourrée I e II, Minuetto e Badinerie, e l'Andante elegante per flauto e orchestra k. 315 di Mozart. Accanto alle arie del soprano il mezzosoprano Nidia Palacios, spesso a fianco della diva greca, ha proposto con grinta e precisione vocale un'aria rossiniana da Cenerentola (Nacqui all'affanno e al pianto ) e la celebre Habanera dalla Carmen di Bizet.