Una coppia di fatto nella Lucrezia Borgia di Donizetti

Teatro Donizetti esaurito per la prima della Lucrezia Borgia di Felice Romani e Gaetano Donizetti (da Hugo) per la regia (scialba) di Francesco Bellotto e la direzione (contestata da parte del pubblico) di Tiziano Severini. Grande l’interpretazione di Dimitra Theodossiou (nel ruolo del titolo) molto applaudita dagli spettatori al calar del sipario.
Lo spettacolo, purtroppo, era monotono, grigio e lento. A tratti addirittura sfiorante il ridicolo a causa di movimenti scenici troppo stilizzati imposti dal regista ai figuranti. Peccato, perché di spunti l’opera ne offre parecchi, primo fra tutti il fatto che in essa compaia una vera e propria coppia di fatto: quella formata da Gennaro (figlio di Lucrezia) e da Maffio Orsini. I due ragazzi si dicono inseparabili e destinati a restare uniti finché morte non li separi. E la Morte li prende entrambi e per mano di Lucrezia Borgia che, per vendicarsi di un affronto subito, uccide per errore anche il figlio (che ama riamata). In realtà, la donna, accortasi della tragica fatalità, chiede al figlio di prendere un antidoto. Ma Gennaro rifiuta: se il suo amico deve morire, allora vuole morire con lui… Va detto che nel testo il rapporto tra i due è dichiarato come solo amicale, ma il fatto che la voce prevista per l’interprete di Maffio Orsini sia di timbro femminile, potrebbe indurre l’ascoltatore a trarne delle conseguenze…
Se lo spettacolo – come detto – non è stato convincente, da lodare, invece, gli interpreti: oltre alla protagonista, vanno sicuramente nominatati anche Enrico Giuseppe Iori (Don Alfonso), Roberto De Biasio (Gennaro) e Nidia Palacios (Maffio Orsini).

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