Libertà bene da difendere

Serata in tono minore ieri al Teatro Donizetti: in scena l’Histoire du Soldat di Igor Stravinskij e Brundibár di Hans Krása. Due operine che si affidano al clima fiabesco per lanciare il messaggio che la libertà è un bene da difendere a tutti i costi e, soprattutto, da non vendere o cedere ad alcun tiranno, sia esso il Diavolo (nel primo caso) o un suonatore di organetto (nel secondo caso).
Se l’Histoire du Soldat di Stravinskij è opera nota, vale la pena spendere due parole su Brundibár di Hans Krása che, invece, è pochissimo nota. 
Si tratta di un’operina per bambini e da questi eseguita. Fu composta e realizzata nel campo di concentramento ceco di Terezín, una specie di “specchietto per le allodole” a beneficio della Croce Rossa Internazionale. In esso, dove pur si moriva per gli stenti, erano concesse dai nazisti alcune “libertà”, come quella delle esibizioni artistiche. 
Questa “concessione” portò alla creazione dell’operina di cui si parla che ottenne un clamoroso successo, tanto da suscitare l’interesse dei nazisti stessi. In essa un gruppo di bambini riesce a sconfiggere il tiranno suonatore di organetto partendo dall’assunto che l’unione fa la forza. Un messaggio del genere risultava essere “rivoluzionario” e profetico in un campo di concentramento nazista. Non fu lasciato risuonare per molto: Auschwitz fu il campo dove il compositore fu trasferito immediatamente dopo la recita Brundibár (l’ultima) offerta dai nazisti agli inviati della Croce Rossa Internazionale. Il “suonatore d’organetto” aveva momentaneamente sconfitto i bambini…