Canova e il Principe

“Le labbra alquanto tumidette”che conquistarono la poetessa e lo scultore


Isabella Teotochi Albrizzi (1760-1836), poetessa veneziana, tenne uno dei salotti letterari più animati della città. Il suo ricercatissimo circolo fu assiduamente frequentato da letterati e artisti, fra cui Pindemonte, Alfieri, Byron, Foscolo e Canova. Lasciò un arguto volume di Ritratti (1807) e a Canova e all’effigie del Principe Henryk Lubomirski, dedicò pagine molto sentite….:
“… In questa figurina, che sì bene arieggia il vezzoso figlio di Venere, non sai se tu debba più ammirare il disegno, le forme, e le purità dell’attitudine, o la grazia, e quella squisita mollezza di tocco, ch’è pregio sì grande, e sì mirabile della Scultura. Sembra particolarmente che nelle labbra alquanto tumidette, e con amabile soavità dilatate verso le estremità, colpo non desse il gentile Scultore, che non partisse direttamente dall’animo appassionato. Nel mirarti, ed ammirarti, o vezzoso fanciullo, che con sì bella leggiadrìa te ne stai, bellissimo di volto, e di membra, io sento correre con rapido movimento spinta dal cuore la mano a careggiare quel tuo vago, e delicatissimo visetto, modellato dalle Grazie…. ”
(Isabella Teotochi Albrizzi, Opre di Scultura e di Plastica di Antonio Canova, Pisa 1823).

Le parole della celebre scrittrice sono la cornice ideale per introdurre la mostra, allestita fino al 1 novembre a Possagno nella casa natale di Antonio Canova, un’esposizione organizzata con gusto per le celebrazioni per i 250 della nascita dello scultore (1757 – 2007).

La Gipsoteca ed il Museo Canova di Possagno, il paese tra Asolo e Bassano del Grappa, dove lo scultore è nato ed è sepolto, presentano, per la prima volta in Italia, “Il Principe Henryk Lubomirski come Amore”, un capolavoro assoluto del maestro veneto ma anche e soprattutto un’opera che, sin dal suo comparire, è diventata oggetto di culto in tutta Europa.



L’abbagliante bellezza del principino tredicenne, immortalata in marmo, a grandezza naturale, da Canova conquistò molti estimatori che si contesero, a peso d’oro, copie e calchi del meraviglioso nudo. Canova aveva eseguito questo ritratto per volontà della bella principessa Elzbieta Lubomirski che, vedova, aveva eletto questo incantevole giovinetto, lontano parente del suo defunto marito, come suo inseparabile pupillo, portandolo con se in un lungo tour europeo e dandolo, qualche anno dopo, in sposo a una nipote.

Henryk Lubomirski fu, per Canova, un modello leggiadro quanto ritroso. L’artista, per la timidezza del ragazzo, riuscì a modellare dal vero solo il volto. Per il corpo nudo fece riferimento ad una statua antica. Il principino vi è raffigurato come il dio Eros, la mano sinistra tiene dolcemente l’arco d’amore appoggiato a terra, il busto mollemente piegato verso il vicino tronco d’albero, il braccio destro lungo i fianchi, la testa, dalla fluente e mossa capigliatura, rivolta a tre quarti sulla sua sinistra.

Una volta conclusa, l’effigie venne trasportata in Polonia e collocata nel castello Lubomirski come in un santuario o in un tempio greco; sullo sfondo del marmo era appesa una stoffa cinese con la rappresentazione della Fenice a cui tutti gli uccelli rendono omaggio, proprio come tutti i visitatori del palazzo erano pronti a rendere omaggio alla bellezza di Henryk. Non appagata dal solo marmo, la bella Elzbieta chiese, e ottenne, dal Canova anche due calchi in gesso, del tutto uguali all’originale tranne che per la presenza nei due gessi della foglia di fico.

Fu subito passione per “Amore”: copie in marmo e gesso della meravigliosa rappresentazione di un giovane Amore vennero commissionate, a caro prezzo, da nobiluomini di diversi paesi, affascinati e conquistati dalla dolce bellezza del Principe Henryk... Così repliche o gessi del Principino finirono in molte case del continente, dall’Irlanda, alla Russia, dalla Francia all’Inghilterra, alla Germania e, naturalmente, all’Italia. Un gesso è anche patrimonio della Gipsoteca Canoviana, oggi purtroppo acefalo per gli effetti del bombardamento che colpì la raccolta durante la Grande Guerra.

La magnifica opera, eccezionalmente concessa dalla Polonia, è nel Salone d’onore della attigua Casa del Canova attigua alla Gipsoteca, come se il riottoso Principino “dalle labbra tumidette” tornasse ad essere ospite di riguardo dello scultore.

La collocazione temporanea del prezioso marmo è accompagnata, in Gipsoteca, da un percorso tutto dedicato al tema dell’Amore: 30 opere compongono questo percorso. Si va da Adone incoronato da Venere, al gesso originale di Amore e Psiche stanti, alle tempere con gli Amorini, al dipinto di Cefalo e Procri, ai bozzetti in terracotta della Morte di Adone, di Amore e Psiche che si abbracciano, il dipinto di Venere e Amore.Un percorso che è, insieme, celebrazione della Bellezza e dell’Amore. Un percorso ancor più magico se fatto in notturna, magari cogliendo l’occasione delle “Visite alla tenue luce di Psiche” che, così come Canova era solito fare con i suoi ospiti, daranno vita a marmi e gessi con la fioca, calda luce di antiche lanterne (info sul sito della Fondazione Canova: www.museocanova.it).

Da sottolineare che, in occasione dell’inaugurazione dell’apertura della mostra dedicata al Principe Henryk come Amore, è ufficialmente inaugurata l’Ala scarpiana della Gipsoteca, a conclusione dell’intervento di restauro durato alcuni anni. Il capolavoro del maggior architetto veneto del Novecento è tornata così ad accogliere, in modo adeguato, i capolavori del Canova.

INFORMAZIONI

“Il Principe Henryk Lubomirski come Amore”. Possagno (Treviso), Gipsoteca e Casa del Canova, fino al primo novembre 2007.

Orario: 9 – 19.

Ingresso alla Mostra e al Museo: interi euro 7, ridotti euro 4.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 0423.544323

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