La vita tragica di due attori dan

Nonostante quanto possa far credere il titolo, Oltre la maschera. Storia di ragazzi d’opera cinese non è un saggio sul Teatro dell’Opera di Pechino e sui suoi attori, ma è un romanzo, anche se un romanzo con forte connotazione saggistica.
Non definirei, infatti, tale libro di Rossana Pilone un “romanzo storico”, in quanto le parti saggistiche sono troppo evidenti e “scoperte” per non dichiararsi come tali al lettore, uscendo (diversamente da quanto succede in un romanzo storico) dalla finzione romanzesca, per entrare nell’ambito della verità saggistica. 
Nel genere letterario del romanzo storico la verità di alcuni personaggi realmente esistiti si mescola alla finzione di altri personaggi con l’obiettivo di creare una trama nella quale il lettore non dovrebbe poter individuare il “filo” vero da quello inventato. 
In Oltre la maschera. Storia di ragazzi d’opera cinese, invece, il lettore sa distinguere le parti più narrative da quelle saggistiche, tra l’altro (merito della scrittrice) leggendole entrambe con il medesimo interesse e gusto. 
La storia che la Pilone racconta è quella dal destino tragico del piccolo Sesto Figlio e del suo maestro l’attore dan Belladonna. Nel narrare le loro vite, l’autrice descrive usi e costumi della Cina dell’Ottocento e, in particolare, quelli del mondo del teatro. Il lettore, in tal modo, viene, tra l’altro, a sapere dell’abitudine delle famiglie più povere di vendere i figli meno adatti ai lavori nei campi alle compagnie teatrali, le quali le affidavano a un maestro che insegnava loro il mestiere e che avrebbero dovuto servire e riverire ben oltre il periodo di apprendistato. 
Al piccolo Sesto Figlio, data la costituzione “delicata”, tocca la sorte di diventare un attore dan, ovvero un ragazzo specializzato nei ruoli femminili. La dura disciplina cui lo sottopone il suo maestro (un famoso attore, appena ventenne) è tesa a farne una dama della buona società nella voce, nei gesti e, soprattutto, nella camminata. 
L’educazione di un attore dan prevedeva anche l’iniziazione sessuale e Belladonna, per quanto fosse la prima volta che “possedeva” un altro uomo e non ne era, invece, “posseduto”, non si sottrae al suo compito e svergina l’allievo (in una scena descritta in modo particolareggiato) e lo indirizza, poi, verso la parallela (per un attore dan) carriera di  prostituto e “favorito”. 
Una svolta alla loro condizione miserabile si presenta quando Belladonna diviene il “favorito” di un vittorioso generale, ma, imprevedibilmente e a causa di una donna (la seconda moglie del generale), ciò conduce i due protagonisti del romanzo verso una fine tragica.
Un romanzo, quello di Rossana Pilone, ben scritto e con il merito di saper descrivere nel dettaglio la vita quotidiana degli attori dan nella Cina dell’Ottocento.