Onore a Fausto Russo Alesi

Natura morta in un fosso di Fausto Paravidino è un noir che racconta l’indagine che un ispettore di polizia di provincia compie per scoprire chi e perché abbia ucciso un ragazza trovata morta in un fosso della provinciale alle prime luci dell’alba. 
Leggendo la locandina dello spettacolo balza subito agli occhi che lo spettacolo è realizzato da tre ragazzi: l’autore del testo, Fausto Paravidino, è nato nel 1976 ed è già vincitore di prestigiosi riconoscimenti assegnati a drammaturghi; la regista, Serena Sinigaglia, è del 1973, ed è la fondatrice della A.T.I.R., considerata tra le compagnie più promettenti d’Italia e l’attore del monologo, Fausto Russo Alesi, è nato pure lui nel 1973 ed è vincitore di importanti premi, nonché attore che ha già avuto come registi personaggi del calibro di Gabriele Vacis, Ferdinando Bruni ed Eimuntas Nekrosius, per non fare che qualche nome…  
Al di là della nota biografica appena accennata, Natura morta in un fosso va segnalato agli amanti del teatro per la grande prova d'attore offerta al pubblico da Fausto Russo Alesi. 
Va reso onore a questo straordinario interprete in grado di reggere la scena da solo e di incantare il pubblico interpretando tutti i personaggi coinvolti nell'indagine al centro dell'azione scenica. Con una classe e una sapienza da grande e consumato interprete Fausto Russo Alesi (di cui sarà bene tenere a mente il nome) ha dato vita ai molteplici personaggi caratterizzando ognuno di loro con pochi tratti, bastevoli a scolpirli e a renderli vivi in modo davvero sorprendente. Si rimane stupefatti, poi, quando l'attore recita la parte della madre della vittima, una mater dolorosa che mette i brividi.
Di fronte alla stupefacente bravura dell'attore passano in secondo luogo sia l'autore del testo, sia la regista dello spettacolo. Il primo ha scritto un noir che gioca con le regole del genere, infarcendolo di parolacce e slang giovanilistico che hanno incontrato il favore del pubblico più giovane; la seconda pare non aver fatto altro che assecondare le doti del suo attore, la qual cosa denota intelligenza scenica.

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